|
Del portale abbiamo già parlato precedentemente allorché, analizzando
il ruolo della banca quale organizzatore di contesti per il commercio
elettronico, avevamo individuato in esso una delle formule di possibile
attuazione, e ne avevamo tratteggiato i caratteri salienti: riprendendo
il discorso, e allargandolo presentando casi concreti di adozione di
tale strumento, sembra utile ricordarne le peculiarità.
Il portale nasce come risposta all'esigenza degli utenti della rete
di trovare in tempi brevi l'oggetto delle loro ricerche in rete: in
questo senso, esso rappresenta un'evoluzione dei tradizionali motori
di ricerca nel senso di una specializzazione della clientela di riferimento;
tradotto in termini commerciali, ciò significa che il portale è orientato
alla soluzione dei problemi di ricerca della controparte da parte di
soggetti interessati a intrattenere relazioni di tipo commerciale sulla
rete.
Tale discorso è valido sia per il commercio elettronico B2C, dove essenzialmente
il portale risponde all'esigenza di reperire una particolare tipologia
di bene/servizio, che nel c.e. B2B, dove viene soddisfatta la necessità
di trovare controparti per l'instaurazione di relazioni commerciali,
appartengano esse alla tipologia del rapporto cliente/fornitore, o ad
un livello più elevato di partnership. Va ribadito che in entrambi i
casi, il contributo del portale si estende alla cura di molteplici aspetti
di tali relazioni commerciali, segnatamente quella del pagamento.
Se ad organizzare un portale è una banca, essa non solo risponde alle
esigenze testé elencate, ma soddisfa i propri clienti anche sotto il
profilo psicologico: ricordando che alla base del rapporto banca - cliente
vi è non solo il semplice dato qualitativo/quantitativo dei servizi
offerti, ma anche un forte elemento 'fiduciario' che spesso e volentieri
rende duratura la relazione, possiamo concludere che, trovandosi nella
necessità di usufruire di determinati servizi la clientela sarà orientata
a scegliere quelli offerti dalla propria banca di riferimento: visto
sotto questo profilo il portale può essere considerato una fonte di
servizi a notevole valore aggiunto per la clientela.
L'essere un sistema per l'offerta di una vasta gamma di servizi a notevole
valore aggiunto prescinde comunque dal fatto che il cliente abbia giù
in corso una relazione con la banca, e dunque, esso funziona anche in
senso inverso, come 'calamita' attraverso la quale la banca può allargare
la propria base di clientela.
Se si analizzano le caratteristiche dei flussi informativi che attraversano
il portale, ci accorgiamo di un ulteriore vantaggio che le banche possono
trarre dalla costruzione di un portale: esse infatti possono utilmente
analizzare le ricerche compiute dai clienti che se ne avvalgono per
prevenire ad una maggiore conoscenza degli stessi, compiendo così un
ulteriore passo verso quella 'perfetta conoscenza' della clientela funzionalizzata
all'offerta di servizi 'dedicati' che da sempre è uno degli obbiettivi
delle banche: l'integrazione del portale con gli altri servizi offerti
nel pacchetto 'internet bancking' dell'istituto bancario, porta ad un
indubbio miglioramento del relazione col cliente sotto il profilo qualitativo.
Ancora una volta viene spontaneo notare come queste dinamiche siano
ancora una volta comuni a al B2C e al B2B: se nel primo caso la banca
colma il gap di fiducia dei clienti nell'acquistare in rete garantendo
la serietà delle proposte commerciali, nel secondo, essa assume la stessa
funzione ad un livello più alto, quale 'garante' della transazione o
della instaurazione della partnership.
Il portale è insomma uno strumento polifunzionale, che la banca può
utilmente adottare nel suo tentativo di svolgere un ruolo di primo piano
nel mondo dell'eCommerce.
A tal proposito, proponiamo ora due esempi di successo dell'attività
bancaria nel mondo dei portali per l'eCommerce B2C, seguite da alcune
riflessioni riguardo lo 'stato dell'arte' di tali strumenti nel mondo
del B2B, proponendo anche in quel caso un esempio di coinvolgimento
dell'attività bancaria.
>> Capitolo VIII:
Il portale come strumento strategico
8.2 I portali per il B2C: i Casi Shoplà e e-Family
8.2.1 Shoplà
|