UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI "FEDERICO II"
FACOLTÀ DI ECONOMIA E COMMERCIO
CATTEDRA DI MARKETING
"Canali virtuali e nuovi servizi nel settore
bancario:
il trading on line"
tesi di laurea di:
Daniele Aggravio - Matr. 03/59913
relatore: Chiar.mo Prof. Raffaele Cercola
Napoli, 22 Marzo 2001
mail to: danieleaggravio@inwind.it
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2.2.5 - INTERNET BANKING Il rapporto tra banca e cliente tramite PC comporta l’utilizzo di numerose risorse tecnologiche da parte di entrambi gli attori: non solo l’utente dovrà disporre di specifici dispositivi hardware e software, ma anche l’azienda di credito dovrà strutturarsi in modo da poter gestire una situazione diversa da quella tradizionale. I collegamenti possibili sono di due tipi:
Nel primo caso si parla di PC banking: il cliente che volesse contattare la banca può farlo attraverso un particolare software richiesto dalla stessa (Intuit Quicken e Microsoft Money, per esempio). Nel secondo invece di Internet banking: chiunque potrà mettersi in contatto con l’istituto navigando attraverso un software che non è specifico per le applicazioni bancarie ma è un programma di gestione dei protocolli della rete pubblica (Netscape, Microsoft Internet Explorer). Questa seconda opzione è la più diffusa e sarà oggetto di un’analisi approfondita, dato lo sviluppo esponenziale a cui si assiste in relazione al fenomeno Internet. Abbiamo già descritto in precedenza la rivoluzione che Internet ha determinato e continuerà a generare: l’adozione delle nuove tecnologie sarà probabilmente il principale fattore del successo, anche in ambito bancario. Secondo Moody’s, "in una generazione al massimo gran parte delle operazioni bancarie saranno espletate attraverso Internet e la banca telefonica"127. Da un’indagine condotta da Booz, Allen & Hamilton su circa 400 banche di 42 Paesi del mondo e quasi 2000 siti Internet di origine bancaria128, emerge che, nei prossimi dieci anni, Internet sarà il principale canale delle aziende di credito sia nordamericane che europee. Secondo questa ricerca, la maggioranza delle banche (non solo quelle americane) hanno arricchito il sito stesso, passando da un marketing meramente passivo, con cui presentano in rete le proprie offerte, ad una vera e propria operatività. Si analizzeranno comunque in dettaglio i pro e i contro che l’Internet banking implica, tenendo presente che derivano in parte dal carattere remoto del canale stesso ed in parte dalle sue specifiche caratteristiche. Per quanto concerne i vantaggi, si ricordi che:
Tra gli elementi negativi, si ricordano:
Fonte: www. ripe.net
Più volte si è detto che alcuni vantaggi e svantaggi dell’Internet banking siano in comune con il Phone banking; si può notare che il secondo è uno strumento meno efficace del primo, soprattutto in termini di comunicazione131: esso infatti consente solo un’interazione via voce, al massimo integrata da un fax di conferma della transazione, mentre un sito web può offrire diverse possibilità di interagire (attraverso immagini, animazione, ipertesti, attrazioni, servizi vari). Se l’Internet banking è in forte crescita, anche il Phone banking presenta, rispetto ad esso, una serie di prospettive:
In definitiva, i relativi pro e contro possono essere così schematizzati:
La deduzione logica è che, per quanto concerne l’Italia, se la crescita di Internet è interessante, di sicuro quella dei servizi telefonici non è da meno. Essi, peraltro, non devono essere visti come canali alternativi, ma complementari: i servizi telefonici sono oggi molto redditizi, mentre quelli su Internet probabilmente lo diventeranno nel giro di pochi anni. Il canale Internet diventa comunque parte di un più ampio disegno strategico che comporta il riassetto dell’intero sistema distributivo bancario; bisognerà operare, alla pari di qualsiasi altro canale, su tre livelli133: i clienti da servire, i servizi da veicolare e l’integrazione con gli altri canali. La seguente tabella sintetizza le principali combinazioni attuate in Italia:
Fonte: A. Omarini, in "Economia e Management", n. 1, 1999, p. 109.
Da un lato, si può ravvisare la presenza di una certa complementarità del Phone e dell’Internet banking (canali centralizzati) con i canali elettronici: essi sono caratterizzati da funzioni meramente informativo/esecutive; dall’altro lato, invece, avremo lo sportello e il promotore finanziario, più orientati ad assistere il cliente nei momenti di offerta e di scelta dei servizi (si parla appunto di consulenza). Per quanto riguarda gli obiettivi legati all’Internet banking134, accanto a quelli ormai tradizionali di comunicazione e di customer service, si può indicare quello legato al commercio elettronico, che riguarda la possibilità di effettuare transazioni on line (si pensi alla compravendita di titoli, specie per coloro che le effettuano con grande frequenza) o almeno di fornire le informazioni di base per concludere accordi commerciali nei confronti della banca135. In generale, il perseguimento dei suddetti obiettivi nei diversi stadi di sviluppo comporterà ovviamente una diversa complessità organizzativa e tecnologica della presenza in rete delle banche. Quanto al posizionamento delle aziende di credito in fatto di Internet banking, esso può essere definito sulla base della complessità dei siti e dei servizi offerti on line. Gli istituti con siti web possono essere quindi classificati nei seguenti stadi136:
In generale, le due alternative che hanno di fronte le banche che intendono puntare sull’Internet banking sono, da un lato, l’integrazione del canale in questione con i canali preesistenti (filiali, negozi in franchising, rete di promotori finanziari, banca telefonica, ecc.); dall’altro, la netta differenziazione dei canali stessi e in particolare del canale Internet. Mentre nel secondo caso si tratta di dare vita ad un’unità di business a sé stante, e "il problema sarà probabilmente quello di fornirle una dote in termini di risorse economiche e tecnologiche, ma soprattutto di management, adeguata alle esigenze di un posizionamento confacente alle attese della casa madre"137, nel primo caso si devono invece affrontare le innumerevoli scelte che conseguono a quella fondamentale di dar vita a un sistema caratterizzato dalla multicanalità. "Per creare un canale che non sia complementare agli altri esistenti sullo stesso mercato, si può dar vita ad uno specifico brand, per affermare il quale, su un mercato fortemente competitivo come questo, si richiede da parte dei responsabili di poter operare con una sufficiente autonomia di gestione"138, oltre che di sostenere notevoli sforzi economici; peraltro il contesto italiano è caratterizzato ancora da pochi soggetti che offrono servizi esclusivamente on line. La banca che decide di puntare comunque su Internet scegliendo invece la strategia dell’integrazione dei canali (si tratta della scelta più diffusa in Italia), "deve porsi in grado di dare una risposta chiara ed efficace a problematiche chiave quali sono quelle relative a una coerente e unitaria gestione organizzativa dei clienti, dei prodotti e dei canali: ciò comporta dei cambiamenti significativi nella struttura delle aziende interessate (anche a livello del gruppo bancario di appartenenza), nei meccanismi di integrazione preesistenti e nelle responsabilità assegnate alle figure professionali"139. Più grandi saranno le dimensioni e gli interessi in gioco, più elevate diventeranno le resistenze che si frappongono alla realizzazione di questo progetto. Accanto alle problematiche di natura organizzativa poi, la strategia di integrazione all’interno di un sistema di multicanalità implica anche complessità di natura sia tecnologica che gestionale. "Il primo elemento è relativo all’esigenza di garantire al cliente, in ogni momento e per ogni canale, l’allineamento dei propri dati operativi; quanto al secondo fattore, si fa riferimento all’acquisizione e al trattamento, a scopi di marketing, di tutte le informazioni rese disponibili dal cliente attraverso l’utilizzo dei diversi canali attivati dalla banca"140. Per comprendere più a fondo le prospettive dell’Internet banking nel nostro Paese, anche grazie alla rilevazioni di aspetti non determinabili con il semplice ingresso sul sito web della banca (come nel caso di nuovi servizi che si prevede di attivare, di soluzioni organizzative di non immediata individuazione, di fattori strategici che sono alla base delle scelte adottate), si può fare riferimento a diverse ricerche: tra queste, risulta specifica per il nostro lavoro quella realizzata dalla Intermedia141. L’indagine ha innanzitutto evidenziato il seguente aumento:
Fonte: P. Ricuperati – E. Maero, in "Lettera Marketing", n. 5, 1999, p. 26.
Il fenomeno presenta un’importante caratteristica: infatti, se il totale delle banche in Internet viene analizzato dal punto di vista delle dimensioni delle aziende, emerge che il 46% di esse, a dicembre del 1998, non è rappresentato da istituti di dimensioni cosiddette maggiori:
Fonte: P. Ricuperati – E. Maero, in "Lettera Marketing", n. 5, 1999, p. 28.
Questo dato, se da un lato si giustifica per il fatto che il sistema bancario italiano è caratterizzato da un’enorme frammentazione142, dall’altro rende evidente l’attenzione che anche il management degli istituti di dimensioni medio-piccole sta rivolgendo ad Internet. Attraverso questo canale infatti, anche quelle banche che ancora non sono pienamente conosciute e non svolgono l’attività su tutto il territorio nazionale, hanno la possibilità di farlo, e a costi comunque contenuti, con le conseguenze positive del caso (basti pensare alla sola possibilità di incrementare la quota cliente, fattore più volte evidenziato come fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi azienda, non soltanto per quelle di credito). Finora la percentuale di clientela che utilizza i servizi on line è relativamente bassa: quanto alla possibile evoluzione della diffusione dell’Internet banking, è emersa l’intenzione delle aziende di credito di puntare molto sullo sviluppo di questo canale, per fare in modo che i consumatori dirigano le proprie operazioni su di esso143. Per quanto riguarda le motivazioni che possono spingere una banca a rendere operativo il suo sito web, dalla ricerca Intermedia risulta che fondamentali sono state le valutazioni fatte in termini di un possibile ritorno di immagine, mentre solo una piccola parte delle aziende interpellate ha considerato importante la possibilità di ampliare, attraverso lo sfruttamento consapevole delle potenzialità di Internet, il proprio portafoglio prodotti e di acquisire nuova clientela. Si osservi, a riguardo, il seguente grafico:
Fonte: P. Ricuperati – E. Maero, in "Lettera Marketing", n. 5, 1999, p. 29.
Nonostante l’esame dell’Internet banking in Italia sotto il profilo dell’offerta indichi una realtà definibile ancora di nicchia, caratterizzata quindi da una sostanziale prudenza del settore, non mancano diversi elementi che consentono di definire la situazione in movimento (l’alfabetizzazione informatica è in crescita). Esistono tuttavia dei fattori che remano contro lo sviluppo di questo canale (i costi di connessione per l’utenza famiglie sono ancora piuttosto elevati, la percezione della sicurezza è bassa e la normativa non è al passo con la rivoluzione che Internet ha determinato) e ciò determina una notevole difficoltà di passare da uno stadio di semplice presenza in rete ad uno di completa operatività che genera implicazioni tecnologiche e organizzative di grande complessità e che richiede alle banche di ridefinire con estrema chiarezza le proprie strategie distributive.
129. Parrillo, Sviluppo del sistema bancario italiano: un contributo al rilancio, cit., p. 14. 130. Attraverso tali linee dedicate, e senza la sostituzione di quelle già esistenti, si otterrà una velocità di due ordini di grandezza superiore a quella attuale, con una crescita esponenziale nella capacità di comunicazione (a patto che esse diventino appunto degli standard). 131. Selvatici, La banca virtuale, cit., p. 195. 139. Ricuperati – S. Pomero, L’utilizzo di Internet nel retail banking, cit., p. 36. 142. L. Munari, L’evoluzione dei canali distributivi bancari: alcune riflessioni sulla situazione italiana, in "Economia e Banca", n. 1, 1996, p. 35. SEGUE >> Il trading on line |