con interventi di Miran PECENIK ed Emanuele DAINESI


Cliccando sul banner potrai vedere il luogo del convegno (il Grand Hotel di Montecarlo), il programma completo con i curriculum e con gli interventi da poter scaricare e la pagina degli sponsor.
Qui di seguito riportiamo i comunicati stampa e la rassegna stampa successiva.

Comunicato stampa (a cura di Softsand)


RASSEGNA STAMPA


Soldi on line (29/11/99)

O si va on line o si va verso l'estinzione

[..] Gli operatori, le banche e quanti operano nel mondo della finanza devono rendersi conto, ha sottolineato Miran Pecenik di Netzapping, che l'alternativa a Internet è l'estinzione e che non basta certo adeguarsi passivamente creando "il sito istituzionale", ma bisogna pensare a siti in grado di fornire servizi sempre più rispondenti alle esigenze del cliente, in grado di prevenire e sviluppare anche necessità che il cliente non sa ancora di poter soddisfare grazie alla rete.
La centralità dell'utente e la necessità di farlo interagire con il mezzo è stata posta in evidenza anche da Emanuele Dainesi (*), responsabile Banche e Finanza di Web Marketing Tools. La formula vincente del web-marketing può essere concentrata nel concetto di "economia dell'attenzione". I messaggi all'utente internet devono essere infatti il più possibile personalizzati, bisogna essere in grado di stimolare l'interlocutore a tornare una seconda volta. Per rafforzare l'incentivo ad ogni visita deve essere disponibile qualcosa di utile, dalle nuove categorie di prodotti alla consulenza on line e, ha sottolineato Dainesi, solo dopo aver creato un reale servizio sul web, si può pensare di creare profitto dalla rete.



MF (02/12/99)

Banche, come conquistare i clienti

Nel giro di pochi mesi è salito a 292 il numero delle banche italiane presenti in Internet, mentre 79 sono in attesa di fare il loro ingresso, 45 istituti hanno già attivato servizi di home banking e 14 offrono la possibilità di effettuare trading-on-line.
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Per Miran Pecenik, di Netzapping, la banca virtuale "rappresenta un'opportunità di crescita sconfinata per gli operatori finanziari: lo sviluppo del virtual banking esprime il nuovo concetto di banca, che amplia e modifica obiettivi e comportamenti tradizionali, fa nascere nuove esigenze, favorisce i processi di reengineering, di riallocazione di risorse umane e impone una profonda metamorfosi ai canali tradizionali". Tuttavia, ha precisato Pecenik, "le banche italiane che offrono servizi virtuali continuano a ragionare in termini di impieghi e di numero di filiali, senza preoccuparsi dei nuovi entranti che stanno sfruttando le potenzialità di Internet per erogare quei servizi tradizionalmente offerti da banche con l'obiettivo di conquistare nuova clientela".
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Secondo Emanuele Dainesi (*), di Web Marketing Tools, "il rischio diventa ancora più grande se si considera che attività come il tradin on-line portano inevitabilmente a spostare verso operatori virtuali come Schwab, E-Trade o Directa e Fineco l'asse del rapporto con i clienti, dando a loro tutti i privilegi che arrivano dal conoscere il profilo, le abitudini, le esigenze di chi accede al proprio sito". E la situazione del trading on-line in Italia non permette di definirne chiaramente l'evoluzione futura. Gli attori principali hanno dimostrato, con i loro tassi di crescita, che il trading via Web è ormai una realtà. Le banche, ha concluso Dainesi, "finiranno per avere grosse difficoltà non solo se non sapranno tenere il passo con la rivoluzione tecnologica in atto, ma anche se non riusciranno a mobilitarsi in brevissimo tempo".



Milano Finanza (04/12/99)

I dubbi sul Web
di Paolo Tomasini

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Costi più bassi e migliore disponibilità dei servizi per il cliente, infatti, hanno già convinto 292 banche italiane della necessità di una presenza sul Web, altre 79 stanno per fare il loro ingresso in Internet, mentre 45 hanno attivato servizi di home banking e 14 permettono di effettuare trading on line.
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Gli ha fatto eco Miran Pecenik, responsabile ricerca e sviluppo di Netzapping.com,, un portale bancario italiano: "Lo sviluppo del virtual banking esprime il nuovo concetto di banca, che amplia e modifica obiettivi e comportamenti tradizionali: fa nascere nuove esigenze, favorisce i processi di reenginering, riallocazione di risorse umane ed impone una profonda metamorfosi dei canali tradizionali" aggiungendo poi che "le banche italiane che offrono un servizio on line, continuano a ragionare in termini di impieghi e di numero di filiali, senza preoccuparsi di chi sta sfruttando la potenzialità di Internet per erogare quei servizi da sempre offerti dagli istituti di credito con l'obiettivo di conquistarne la clientela." E con l'indubbio vantaggio di riuscire a conoscerne meglio il profilo, le abitudini e le esigenze.
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RAI 3 - Maastricht Italia (10/12/99)

Internet
di Alan Friedman

Durante la trasmissione è intervenuto Emanuele Dainesi, parlando di come Internet sta rivoluzionando il normali cicli lavorativi. Inoltre è stato trasmesso un servizio (registrato durante il convegno di Montecarlo) sulle nuove opportunità di lavoro, tra gli altri sono intervenuti Emanuele Dainesi e Miran Pecenik.



La Repubblica - inserto Affari e Finanza (13/12/99)

COSTI DI GESTIONE PIU' BASSI E CLIENTI MOLTO PIU' SODDISFATTI
CON LE INFORMAZIONI PERSONALIZZATE

Sportelli bancari, è già un addio
di Melissa Bortolotti

Abbiamo bisogno di un'attività bancaria, ma non abbiamo bisogno delle banche. Il monito che si solleva al settimo convegno nazionale su "E-Bank - un nuovo modello di banca virtuale", organizzato da Softsand a Montecarlo, è unanime. La banca virtuale, quella fatta di homepage e non di sportelli, quella che ti dà informazioni senza addentrarsi nel burocratese, non ha rivali. Perchè riduce i costi di gestione e quelli delle transazioni. Ma anche perchè facilita l'accessibilità ai servizi bancari, sfruttando il concetto di "anywhere, anytime". Basta un clic per avere, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tutte le informazioni su saldo, movimenti, assegni. Ricevendo, ed è questa la formula vincente, una serie di informazioni personalizzate e relative, ad esempio, ad un fondo di investimento piuttosto che ad un titolo in borsa.
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Ad oggi, le banche italiane in rete, quelle che hanno almeno una homepage, sono 292 (erano 100 nel '96), sono 79 quelle in attesa di essere on line, 45 quelle che offrono l'home banking e 14 quelle con il trading on line. "Le banche finiranno per scomparire - spiega Miran Pecenik di Netzapping.com - se non terranno il passo con la rivoluzione tecnologica in atto. Quelle italiane dovranno ricuperare il tempo perduto e fornire ai clienti l'assistenza di cui hanno bisogno nel luogo che vogliono, quando lo desiderano e con chi preferiscono".
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Seguendo i modelli di Banca Sella e Cariplo, citati ad esempio da Emanuele Dainesi (*), autore del volume "NetBanking", la nuova banca virtuale dovrebbe basarsi sul Permission Marketing. Si tratta di un servizio bancario che fornisce informazioni personalizzate a ciascun cliente e che sopperisce, in questo modo, al rischio di mancata fidelizzazione previsto dal rapporto virtuale.
Il sito della banca deve essere useful e non attractive - aggiunge Dainesi - deve cioè dare un beneficio reale all'utente, invitandolo a visitarlo più volte, aumentando le informazioni offerte e la qualità del prodotto in base ai diversi fenomeni di mercato".

Secondo Pietro Favè (**), autore di una delle prime tesi di laurea sull'e-banking, oggi i siti italiani delle banche sono ancora "noiosi e poco approfonditi, l'uso degli ipertesti è poco sviluppato e denotano una scarsa dimestichezza con le tecniche legate al web".






(*) - Emanuele Dainesi è anche il Marketing e Business Manager di Netzapping.
(**) - Pietro Favè è uno degli studenti che si sono avvalsi della consulenza on line che Netzapping da tempo offre ai laureandi su temi di banca virtuale.