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Storia della Borsa italiana
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V.1.0
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Nino
SUNSERI
Piazza Affari
Editore: Longabesi
Collana: Il Cameo
«Stare in Borsa era meglio che lavorare»: così Aldo Ravelli, uno
dei più grandi finanzieri di Piazza Affari, riassunse il senso
della sua vita, quasi interamente trascorsa fra le mura del palazzo
di Paolo Mezzanotte che, dal 1933, ospita la Borsa di Milano.
E le pagine di questo libro raccontano la vicenda quasi bicentenaria
del più importante listino italiano attraverso le innumerevoli
vite e avventure che hanno contribuito a farne la storia. Qui
non parlano le cifre, bensì le passioni, i desideri, i vizi e
le virtù dei personaggi che hanno animato il palcoscenico di Piazza
Affari. I protagonisti sono finanzieri d'assalto, imprenditori
illuminati, predoni privi di scrupoli, impenitenti burocrati di
Stato, intermediari cinici e agenti di cambio di straordinario
valore. Lo scenario è rappresentato da un mercato storicamente
tenuto in scacco da una classe politica ammalata di dirigismo
e da imprenditori non sempre all'altezza delle loro responsabilità.
Prendendo avvio dal 1808, anno in cui il viceré d'Italia Eugenio
Beauharnais impose ai mercanti milanesi la nascita della «Borsa
di commercio», Nino Sunseri giunge, attraverso una serrata narrazione,
fino ai giorni nostri, guidando il lettore a conoscere i grandi
«interpreti» della Borsa: il mitico Ravelli (che conduceva i suoi
affari in dialetto milanese, la lingua ufficiale del listino fino
a qualche tempo fa), il cumenda Giulio Brusadelli, che turbò i
pudichi anni '50 con le sue «scandalose» rivelazioni, Anna Bonomi,
la «signora di Piazza Affari», Michele Sindona, il commercialista
siciliano in stretti rapporti con la finanza vaticana e indiscusso
maestro dei raiders, i predatori di società, Mario Schimberni,
il supermanager abbagliato dal «sogno americano», Carlo De Benedetti,
il primo imprenditore italiano che intuì le grandi potenzialità
del mercato finanziario, Raul Gardini, l'industriale ravennate
la cui tragica fine ha simbolicamente fatto calare il sipario
sulle illusioni di un'epoca, Enrico Cuccia, il banchiere che ha
scritto le trame più segrete della finanza, Cesare Romiti, il
protagonista che prosegue ancora oggi la scalata alle vette del
potere... E' attraverso questi ritratti che prende forma una bruciante
verità: il mercato finanziario italiano, fin dalle origini, non
si è retto sul libero gioco dei capitali, ma ha trovato il proprio
alimento nel legame politico-affaristico tra governi e mondo imprenditoriale,
favorendo una speculazione cieca e aggressiva. Le recenti riforme
hanno migliorato la situazione, ma il ritardo accumulato rispetto
alle principali piazze internazionali è così grande da apparire,
in certi momenti, quasi incolmabile e oggi, alle soglie dell'effettiva
unione monetaria europea, mette in pericolo addirittura la sopravvivenza
stessa della nostra Borsa. Perché siamo a questo punto? Come sarà
il futuro? Che cosa deve sapere il semplice risparmiatore che
vuole entrare in Borsa? Questo saggio avvincente, brillante e
ricco d'informazioni utili (compreso un glossario dei termini
borsistici) è uno strumento indispensabile per capire dove sta
andando l'economia italiana.
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