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> Mercoledì, 3 luglio 2002 > Le banche on line sono sicure di essere "sicure"???

di Sabrina Di Marco


E' obiettivamente difficile per le banche on line "essere convincenti" ed attrarre un utente nei confronti dell'Internet banking.

Questa difficolta' deriva da numerose motivazioni legate principalmente ad una radicata abitudine all'espletamento delle operazioni bancarie per mezzo dello sportello tradizionale, che offre il contatto con il personale di front-office ed un immediato riscontro cartaceo di quanto disposto.

Malgrado ricerche e sondaggi mostrino i buoni risultati finora raggiunti e delineino rosee prospettive per il futuro, di fronte al fenomeno dell'online banking, dopo anni dalla nascita, esiste un vasto bacino di potenziale utenza ancora "perplesso".

Quali sono le motivazioni?

Se ne possono offrire diverse: dalla scarsa "alfabetizzazione informatica" tipica del nostro paese, al grado di istruzione del singolo o al suo livello di professionalita', ma sostanzialmente cio' che fa la differenza nell'elevare il livello di fiducia in un'attivita' per certi versi ancora reputata "anomala" come quella della "banca a distanza", e' la portata e la qualita' dell'informazione disponibile sulle problematiche relative alla sicurezza delle operazioni on line, il cruccio pi grande per gli scettici!!!

Le attivita' di on line banking dipendono essenzialmente dal livello di sicurezza delle operazioni e questo non vale solo se l'utente e' un soggetto con grado di istruzione medio-basso e disponibilita' economiche non elevate, ma anche per persone con tutte le caratteristiche del potenziale utilizzatore di nuove tecnologie. In Italia, in effetti, a dispetto dei dati molto incoraggianti che vengono diffusi, ci si trova ancora in una fase pressoche' sperimentale, di penetrazione delle nuove tecnologie, almeno rispetto agli Stati Uniti ed anche in raffronto alla media europea.

Il "segreto", ai fini della conquista della fantomatica "fiducia" da parte degli utenti diviene, allora, l'adozione di tecniche che rafforzino la sicurezza delle operazioni e, forse ancor piu', la diffusione di notizie sulle stesse allo scopo di creare una sorta di condivisione con l'utente finale degli aspetti piu' importanti sulla sicurezza, in modo da farlo sentire piu' "protetto" perche' partecipe, informato e, quindi, consapevole.

I rischi esistono, ma esistono metodologie informatiche volte a diminuirli e a circoscriverli in ambiti sempre piu' ristretti, e tutte le grandi aziende bancarie stanno investendo ingenti capitali al fine di garantile alla propria clientela.

Si prevede, infatti, che gli investimenti mondiali nei servizi di e-security cresceranno con un tasso del 24% nei prossimi 4 anni arrivando a 14,5 miliardi di dollari a fine 2005: di questi il 20% sara' appannaggio dei servizi di sicurezza in outsourcing.

La questione, allora, non e' piu' la totale assenza di punti di criticita' nella gestione delle operazioni on line, bensi' la riduzione degli stessi a margini di "tollerabilita'" in relazione ai movimenti svolti.


Il ciclo della sicurezza e' definibile a mezzo delle 3 R:
Resistance, Recognition, Recovery.

Un sistema completo di network security deve prima di tutto resistere agli attacchi (Resistance), in caso di attacco deve rilevarlo, segnalarlo e intraprendere contromisure (Recognition) ed infine ripristinare le funzionalita' al termine dell'attacco (Recovery).

Le sfide tecnologiche della sicurezza debbono porsi, quale obiettivo ultimo, il garantire un adeguato livello di protezione, fornire un giusto controllo di cio' che avviene, soddisfare le esigenze gestionali in termini di piattaforme e applicazioni presenti, ridurre il "total cost of ownership" e semplificare la vita dell'utente finale. Per superare queste sfide e' fondamentale che le contromisure adottate offrano un adeguato livello di integrazione.

Allo stato attuale dell'arte si puo' affermare che obiettivo finale della sicurezza deve essere garantire che il cliente possa continuare a porre nelle banche la fiducia che tradizionalmente vi ha posto, potendo ad esempio fruire dei servizi avanzati dell'Internet banking comodamente da casa e con la stessa tranquillita' con la quale si e' fino ad ora rivolto allo sportello.

Le banche dovranno, tanto nel breve quanto nel lungo termine, incoraggiare la clientela piu' o meno timorosa a prendere contatto con il nuovo modo di fare banca, cercando di "rassicurare" il potenziale cliente, proponendogli un'immagine di "sicurezza totale"!!!




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