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di Sabrina Di Marco
E' obiettivamente difficile
per le banche on line
"essere convincenti" ed
attrarre un utente nei
confronti dell'Internet
banking.
Questa difficolta' deriva
da numerose motivazioni
legate principalmente
ad una radicata abitudine
all'espletamento delle
operazioni bancarie per
mezzo dello sportello
tradizionale, che offre
il contatto con il personale
di front-office ed un
immediato riscontro cartaceo
di quanto disposto.
Malgrado ricerche e sondaggi
mostrino i buoni risultati
finora raggiunti e delineino
rosee prospettive per
il futuro, di fronte al
fenomeno dell'online banking,
dopo anni dalla nascita,
esiste un vasto bacino
di potenziale utenza ancora
"perplesso".
Quali sono le motivazioni?
Se ne possono offrire
diverse: dalla scarsa
"alfabetizzazione informatica"
tipica del nostro paese,
al grado di istruzione
del singolo o al suo livello
di professionalita', ma
sostanzialmente cio' che
fa la differenza nell'elevare
il livello di fiducia
in un'attivita' per certi
versi ancora reputata
"anomala" come quella
della "banca a distanza",
e' la portata e la qualita'
dell'informazione disponibile
sulle problematiche relative
alla sicurezza delle operazioni
on line, il cruccio pi
grande per gli scettici!!!
Le attivita' di on line
banking dipendono essenzialmente
dal livello di sicurezza
delle operazioni e questo
non vale solo se l'utente
e' un soggetto con grado
di istruzione medio-basso
e disponibilita' economiche
non elevate, ma anche
per persone con tutte
le caratteristiche del
potenziale utilizzatore
di nuove tecnologie. In
Italia, in effetti, a
dispetto dei dati molto
incoraggianti che vengono
diffusi, ci si trova ancora
in una fase pressoche'
sperimentale, di penetrazione
delle nuove tecnologie,
almeno rispetto agli Stati
Uniti ed anche in raffronto
alla media europea.
Il "segreto", ai fini
della conquista della
fantomatica "fiducia"
da parte degli utenti
diviene, allora, l'adozione
di tecniche che rafforzino
la sicurezza delle operazioni
e, forse ancor piu', la
diffusione di notizie
sulle stesse allo scopo
di creare una sorta di
condivisione con l'utente
finale degli aspetti piu'
importanti sulla sicurezza,
in modo da farlo sentire
piu' "protetto" perche'
partecipe, informato e,
quindi, consapevole.
I rischi esistono, ma
esistono metodologie informatiche
volte a diminuirli e a
circoscriverli in ambiti
sempre piu' ristretti,
e tutte le grandi aziende
bancarie stanno investendo
ingenti capitali al fine
di garantile alla propria
clientela.
Si prevede, infatti, che
gli investimenti mondiali
nei servizi di e-security
cresceranno con un tasso
del 24% nei prossimi 4
anni arrivando a 14,5
miliardi di dollari a
fine 2005: di questi il
20% sara' appannaggio
dei servizi di sicurezza
in outsourcing.
La questione, allora,
non e' piu' la totale
assenza di punti di criticita'
nella gestione delle operazioni
on line, bensi' la riduzione
degli stessi a margini
di "tollerabilita'" in
relazione ai movimenti
svolti.
Il ciclo della sicurezza
e' definibile a mezzo
delle 3 R:
Resistance, Recognition,
Recovery.
Un sistema completo di
network security deve
prima di tutto resistere
agli attacchi (Resistance),
in caso di attacco deve
rilevarlo, segnalarlo
e intraprendere contromisure
(Recognition) ed infine
ripristinare le funzionalita'
al termine dell'attacco
(Recovery).
Le sfide tecnologiche
della sicurezza debbono
porsi, quale obiettivo
ultimo, il garantire un
adeguato livello di protezione,
fornire un giusto controllo
di cio' che avviene, soddisfare
le esigenze gestionali
in termini di piattaforme
e applicazioni presenti,
ridurre il "total cost
of ownership" e semplificare
la vita dell'utente finale.
Per superare queste sfide
e' fondamentale che le
contromisure adottate
offrano un adeguato livello
di integrazione.
Allo stato attuale dell'arte
si puo' affermare che
obiettivo finale della
sicurezza deve essere
garantire che il cliente
possa continuare a porre
nelle banche la fiducia
che tradizionalmente vi
ha posto, potendo ad esempio
fruire dei servizi avanzati
dell'Internet banking
comodamente da casa e
con la stessa tranquillita'
con la quale si e' fino
ad ora rivolto allo sportello.
Le banche dovranno, tanto
nel breve quanto nel lungo
termine, incoraggiare
la clientela piu' o meno
timorosa a prendere contatto
con il nuovo modo di fare
banca, cercando di "rassicurare"
il potenziale cliente,
proponendogli un'immagine
di "sicurezza totale"!!!
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