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20/02/2001 - TRE PASSI TRA L'E-LOGISTICS
di Vincenzo D'Antonio


La logistica, insieme con le problematiche connesse ai pagamenti delle forniture, rappresenta la sfida più difficile da affrontare per gli operatori dell'e-commerce. L'aspetto virtuale delle transazioni non esime gli operatori dall'avere un'efficiente gestione del magazzino, delle scorte e delle consegne, tutt'altro!
Proprio la semplicità e la velocità con la quale si compra su Internet, induce il cliente a pretendere che i prodotti acquistati via Internet vengano consegnati in modo veloce e affidabile presso il recapito desiderato.
I punti critici, sia per il B2B che per il B2C sono individuati nella gestione della supply chain, nella criticità del recapito a domicilio e negli sforzi di adeguamento al nuovo scenario da parte delle società di trasporto e degli enti postali.
Internet, difatti, sta rivoluzionando il modo di acquistare e vendere beni sia tra aziende (B2B) che tra aziende e consumatori (B2C).
Poniamo il nostro focus proprio su quello che, buy side, sembra l'atto finale: si è effettuato ordine di acquisto. E allora ?

E allora, è qui che entra in scena l'e-logistics.

L'e-logistics ha il suo innesco con l'ingresso dell'ordine e contempla le seguenti attività, ciascuna suddivisibile in più fasi: gestione del ciclo dell'ordine, gestione degli approvvigionamenti, gestione degli stock e dei magazzini, gestione delle spedizioni, gestione dei resi.
Internet sta rivoluzionando il modo di fare business delle aziende permettendo di ridurre i costi di approvvigionamento, di gestione e di vendita.
Ma per ottenere duraturi effetti di cost reduction, bisogna intervenire adeguatamente sull'intera supply chain.
A fronte dell'oggettiva disintermediazione del canale commerciale, abilitata da Internet, che consente di vendere direttamente al consumatore, le aziende produttrici devono essere pronte ad evadere tempestivamente gli ordini provenienti dai clienti finali, nonostante ciò comporti frammentazione degli ordini, superamento dei lotti di produzione, capillarità delle spedizioni, maggiori movimentazioni nei magazzini, fatturazioni più frequenti.
L'e-logistics, allora, è pervasiva, nel senso che impatta sul B2C, ma anche sul B2B.

Nel B2B troviamo attori già abituati a spedirsi ordini, fatture e merci, utilizzando strumenti informatici e flotte e magazzini di proprietà o in outsourcing. Ma la velocità con cui Internet permette di individuare potenziali fornitori e clienti, e la facilità con cui le imprese possono inserire i propri ordini via Web, fanno sì che le pretese in termini di servizio logistico aumentino e si richieda una maggiore velocità anche nelle spedizioni. La concreta dimensione geografica dei marketplace, altrimenti virtualmente world wide, è funzione dell'e-logistics.
Quindi, le aziende presenti sui marketplace devono attrezzarsi per gestire la complessità attraverso scambi di informazioni su ordini, piani di produzione, disponibilità a magazzino e previsioni di vendita, con i loro stakeholders. Queste informazioni devono essere scambiate rapidamente e in modo sicuro, per cui l'integrazione informatica rappresenta un punto critico per rispondere alle esigenze scaturenti dalla presenza sui marketplace. Il primo anello dell'e-logistics, non casualmente, è costituito dall'e-procurement.
E' grazie ad un efficace e-procurement che la supply chain cattura valore facilitando lo sviluppo di nuovi prodotti.
Ma il cerchio si chiude: gestire la supply chain nel mondo Internet, agire su quella che è altrimenti denominata la virtual supply chain, vuol dire innanzitutto condividere.
Condividere informazioni sulla pianificazione, sulle previsioni di domanda, sulla disponibilità di prodotti a stock. Solo dopo queste condivisioni si addiviene allo scambio di ordini e fatturazioni.
La condivisione delle informazioni è fondamentale.
Il primo step della condivisione di informazioni tra aziende è costituito dal rendere visibile ai clienti dati di base per la gestione dell'e-logistics, come l'anagrafica dei prodotti, la disponibilità degli stock ed il tracking degli ordini. Il secondo step riguarda l'interazione dinamica tra fornitore e compratore che sincronizzano i propri piani di produzione e le proprie previsioni di vendita. Il terzo passo, al compimento del quale il concetto di impresa estesa diviene concretamente attuato, consiste nella collaborazione strategica tra più imprese per lo sviluppo di nuovi prodotti e per l'orchestrazione dell'intera supply chain.
Quindi, questi tre passi verso l'integrazione tra aziende costituiscono il percorso, tanto virtuoso quanto di fatto obbligato, per essere vincenti e non soccombenti nella net economy.

Primo passo: visibilità dei dati di base.

Secondo passo: scambio e fine tuning dei piani di produzione e previsioni di vendita di breve.

Terzo passo: collaborazione nello sviluppo di prodotti e nella pianificazione di medio periodo.


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by Vincenzo D'Antonio