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21/09/2000 - CRM: E-BUSINESS E SCM (SUPPLY CHAIN MANAGEMENT) GESTIONE DELLA CATENA DISTRIBUTIVA
di Vincenzo D'Antonio


Man mano che l'e-commerce evolve, si scopre che l'elemento che fondamentalmente distingue questa forma di commercio abilitato dalla net economy e, con forte valenza emoticon, rappresentato con una salvifica "e-" iniziale, dal commercio tradizionale, più che risiedere nelle evidenti e tangibili differenze di utilizzo dei giunti posti a superamento delle asimmetrie tra produzione, vendita e consumo, risiede nell'opportunità, ancora non colta appieno, di introitare vantaggi conseguenti al possibile modo nuovo di relazionarsi con i clienti e dall'opportuno nuovo modo di intendere il processo produttivo, immaginando, progettando e realizzando una nuova catena di fornitura fortemente correlata negli anelli a monte ed a valle.

E allora, purtroppo divenendo complici del gergo nel quale le salvifiche "e-" abbondano, davvero possiamo dire che il modo funzionale ed utile di intendere l'e-commerce nella sua componente b2b, non può essere scisso dall'e-business con esso intendendo lo spettro di funzioni interaziendali rese maggiormente efficienti ed efficaci in virtù di un utilizzo enabling di Internet.

La rete assolve al suo scopo di essere tale, ovvero di facilitare relazioni, di esse agevolando proprio la delicata valenza bidirezionale, in quanto genera, per come si conforma con i web site, per come supporta la posta elettronica ed anche per come consente con irrisoria facilità l'utilizzo di FTP, un'immane e preziosa porosità informativa.
Le informazioni viaggianti, avremmo quasi detto vaganti, non hanno un valore cromosomico dato certo, non sono corredate da uno score oggettivo di importanza speculativa. Le informazioni acquisiscono un gradiente di importanza che è funzione dell'abilità di interpretarle facendole divenire driver di azioni e processi.
Pertanto, l'e-business significa anche introitare e metabolizzare i vantaggi della relazione, della comunicazione a due vie. Non c'è soltanto il venditore che parla al compratore, magari ghettizzandolo su partigiane enfasi, ma, importante e distintivo diviene il verso opposto, il feedback, le informazioni che il compratore trasmette al fornitore.
Sono informazioni a volte palesate, a volte appena sussurrate e, di fatto, disegnano il profilo comportamentale del compratore. In un modo più affidabile e quindi veritiero di quanto si possa altrimenti ottenere con costosi e lenti strumenti appannaggio della old economy.
La rete produce porosità informativa e genera la simmetria conoscitiva. La simmetria conoscitiva arreca contributo importante per un modo "e-" di intendere ed attuare il CRM: ridenominato, tempestivamente, e-CRM.

Per come la nostra economia, europea in genere ma ancor più significativamente quella italiana, è un'economia di trasformazione, ponderoso è l'approvvigionamento da fonti esterne con valori medi rispetto al costo del venduto tra il 60 ed il 70 %.
Ne consegue che un utilizzo enabling di Internet, laddove ciò significhi l'abilità ad essere attore di e-procurement, può significare acquisire forti vantaggi.
E l'e-procurement è tassello importante dell'e-business in quanto, oltre a dare valore alle fasi di market intelligence e di purchasing, funge da driver rispetto al modo esteso ed originale di intendere la Supply Chain.
Si tratta di saper cortocircuitare anelli intermedi laddove essi non trasportano valore, bensì lo bruciano per come fungono da residuali sacche parassitarie, acquisendo le capacità di saper andare verso i fornitori dei fornitori ( in ottica buy side ) e verso i clienti dei clienti ( in ottica sell side ).
Si tratta di rendere perfezionabile l'intiera fase transattiva dalla richiesta dell'ordine alla fatturazione, passando per la logistica ed i pagamenti, rendendo reciprocamente visibili i sistemi informativi.
E allora si va oltre, pensando ad un'efficace e vicendevole intrusione, anche nei momenti di disegno e progettazione delle componenti che entrano nel processo di produzione.
Le correlazioni reciproche e magliate tra aziende, proprio nella tendenza all'extended enterprise renderanno necessario un modo nuovo di intendere i sistemi informativi e, di essi, le soluzioni in ambiente ERP.
L'azienda sempre più estesa e correlata a tanti altri stakeholders fortemente coinvolti nei processi, concorrerà anche a determinare un diverso concetto di possesso del bene, a svantaggio dell'abbienza ed a favore dell'utile fruizione.
Il nuovo modo di produrre si allontana dalla produzione a lotti, rigidamente pianificata e tende verso forme spinte di flessibilità esasperando l'accorciamento del time to market e la complementare esigenza di just in time.
I meccanismi di formazione del prezzo diverranno non necessariamente legate ad un pricing definito e stabile, ma comporteranno, così integrandole nel core dell'e-business, rivitalizzazione di strumenti come le auctions e le reverse auctions.
La stessa postura dei marketplaces connatura momenti transattivi che passano per aggiudicazioni dei beni mediante aste.

Le economie evolvono.
Talvolta lentamente, talvolta con accelerate che disorientano le business community e fertilizzano nuovi paradigmi.
La new economy, anche al netto di momenti enfatici, davvero molto si differenzia dalla new economy per come ridisegna gli stessi modelli di business.
Perciò preferiamo parlare di e-business, l'e-commerce di esso essendo una parte.
L'e-business, ponendo i fornitori ed i clienti a distanza di click, impone il ridisegno del concetto stesso di relazione all'interno della business community.
Questo nuovo modo di intendere il CRM guida l'azienda, la nuova azienda verso un ridisegno globale del suo business che ha i momenti fondanti nella nuova concezione di supply chain dalla quale consegue un modo nuovo di intendere i sistemi informativi.


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by Vincenzo D'Antonio