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NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
di Vincenzo D'Antonio

Il fenomeno Internet è come un tornado che soffia su tutto: anche sull'organizzazione delle filiere produttive.
Da questo punto di vista, come fenomeno a vastissimo impatto, può paragonarsi solo alla scoperta dell'uso del vapore per produrre. Internet è il nuovo fattore produttivo.
Pertanto, le PMI italiane sono al cospetto di un'evenienza storica: possono interpretare Internet come la tecnologia abilitante che le potenzia sul nuovo mercato glocal e possono non farlo.
Nel primo caso non sappiamo dire cosa accadrà.
Nel secondo sì: si estingueranno, semplicemente!

Nel nostro Paese le PMI rappresentano circa il 98% delle imprese ed il 67% degli occupati.
Pertanto si comprende come sia vitale, per tutto il sistema Paese, il coinvolgimento delle PMI su un utilizzo consapevole delle applicazioni rese possibili da Internet.
E' vitale, per il sistema Paese, che le PMI prendano piena coscienza dello sconvolgimento che sta investendo il sistema economico, da ciò maturando la convinzione e la conseguente determinazione a reagire presto e con le forme dovute.
Per cominciare, l'utilizzo consapevole di Internet, da parte delle PMI, concorre al superamento di una duplice barriera paradigmatica, quella dello spazio e del tempo e del loro rapporto: la velocità.
Lo spazio è un vincolo che Internet rimuove. Clienti, concorrenti e fornitori, ed in genere tutti i players della business community, non sono più allocati a distante differenziate e percepite come tali, ma sono tutti, semplicemente, a portata di click.
Il tempo è una restrizione che Internet estingue. La presenza su Internet mediante sito è ragionevolmente garantita sempre, ovvero 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana.

Internet come enabler delle PMI significa anche percepire, metabolizzare e porre a vantaggio, la comunicazione low cost che Internet consente: un passaggio a basso costo di una qualità e quantità di comunicazione inimmaginabile fino a qualche anno fa.
Tutto ciò provoca, tra i players della rete, un modo nuovo, più efficace ed efficiente, di fare market intelligence, di portare a compimento ordini di acquisto, di riposizionarsi nell'ambito delle filiere produttive in ruoli virtuosi e non a rischio di espulsione.

Per il 2003 si prevede che le connessioni ad Internet nel mondo superino i 500milioni, di cui ben 160milioni in Europa, con un incremento medio annuo, rispetto al 1999, del 35%. Stiamo al momento tacendo di cosa potrà significare, come ulteriore fattore di sviluppo di Internet, l'incremento delle connessioni a banda larga.
Ma, ovviamente, la sola presenza su Internet da parte delle PMI, laddove intesa come presenza quasi ad onor di firma, con un sito malfatto ed a forte rischio di rapida obsolescenza, non significa aver focalizzato gli aspetti enablers di Internet.
Ben altro ci vuole per conseguire, sul mercato / rete, la brand awareness.

Due early warning vanno subito evidenziati. Il primo è costituito dalle barriere al raggiungimento di posizioni di visibilità nel mondo del commercio elettronico. Il secondo dall'importanza dei sistemi informativi per una strategia di e-business.
Per quanto riguarda il primo punto, sarebbe semplicistico ed anche velleitario e perciò foriero di inevitabili disillusioni, sostenere che le PMI grazie ad Internet vedono cadere le barriere all'internazionalizzazione ed alla crescita dimensionale, potendosi tranquillamente proporre sui mercati di tutto il mondo con il modesto investimento della creazione di un sito web e di una piattaforma di commercio elettronico, per sua natura senza frontiere.
La realtà è molto più complessa, sia sul piano operativo che sul piano della presentazione dell'offerta ai potenziali clienti.

Per quanto attiene il piano operativo, accenniamo alle problematiche connesse al sistema logistico, di cui c'è bisogno per garantire consegne a tempi certi in tutto il mondo. E, collateralmente, si tratta di trovare le adeguate soluzioni ai problemi di pagamento delle forniture, garantendo sia il compratore che dovrà vedersi addebitati gli importi a fronte di fornitura perfezionata e congrua, sia il fornitore che dovrà acquisire certezza di pagamento, assolti i suoi obblighi, stante l'affidabilità del compratore.

Circa la presentazione dell'offerta, si tratta di comprendere che creare un sito non significa essere entrati automaticamente nel radar dei compratori. L'acquisizione di visibilità incrementale permane essere uno dei grandi problemi di chiunque aspiri ad essere intercettato in rete.
Queste barriere possono essere superate con sistemi di cooperazione che si concretizzano nell'adesione a marketplace.

Le PMI, allora, entrano in un nuovo concetto di impresa, la extended enterprise , la nuova impresa estesa, dilata i suoi confini fino a comprendere, oltre a banche, clienti, fornitori, anche i concorrenti.
Il fertile humus deve essere creato e poi corroborato dalla disponibilità, nel contesto della business community, di infrastrutture per l'eCommerce e su questo, pur con il beneficio della verifica dei fatti, è da constatare con attenta benevolenza l'opera del Governo.
Internet intesa quale tecnologia abilitante per le PMI potenziate vuole significare, tra l'altro, porre le condizioni per proiettare l'impresa nella nuova realtà del mercato / rete, verso nuovi clienti ai quali proporsi come fornitori emergenti, ma anche verso la ricerca di nuovi propri fornitori, così cogliendo appieno, nel processo di e-procurement, gli aspetti di innovazione, di riduzione dei costi e di miglioramento delle relazioni.


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by Vincenzo D'Antonio