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EDITORIALE > New banking
17/10/2002 -
Per banche e 'telcos' negli m-payment è l'ora delle decisioni:
le opportunità per il mercato italiano.
di Marcello Berlich




Il mobile commerce richiede accesso e competenze nel sistema dei pagamenti; tuttavia creare un'infrastruttura di pagamento non è facile, dato che le banche hanno bisogno di estendere la diffusione delle loro carte attraverso tutti i canali, ma esse non hanno ancora abbracciato Internet in modo definitivo, e non forniscono pagamenti in tempo reale, né accesso immediato alle informazioni sui pagamenti, e si trovano ad affrontare un grosso ostacolo di tipo tecnologico.

Le società di telecomunicazione, per contro, necessitano di soluzioni di pagamento per sviluppare le applicazioni mobili, ma devono stare attente a non dipendere solo dai flussi provenienti dai servizi di pagamento. I micropagamenti rappresentano una buona opportunità per le società di telecomunicazione di entrare nel mercato dei pagamenti, visto che nel tempo un semplice 'billing account' può trasformarsi in un vero e proprio debit o credit account di tipo bancario.

Nel frattempo, la gestione del rischio diverrà sempre più importante al crescere dei volumi transati, visto che i micropagamenti pongono il problema del rischio allo stesso modo delle frodi o di qualunque altro tipo di pagamento.

In sintesi, le società di telecomunicazione non possiedono né la capacità di gestire la liquidità ed il rischio, né il capitale per coordinare pagamenti di elevata entità nello stesso modo in cui lo fanno le banche, e avranno bisogno dell'assistenza di queste. Gli incontri tra banche e telecomunicazioni sono accordi sicuramente vincenti, ma la diffusione di tali collaborazioni dipenderà dal tempo: le banche non sembrano aver fretta di fornire pagamenti in tempo reale via Internet, né di fornirne di mobili. Le società di telecomunicazioni, al contrario, hanno bisogno di incrementare la propria offerta per sfruttare al massimo le licenze ottenute nell'ambito della telefonia mobile di nuova generazione, e sta alle banche decidersi a cooperare con esse per offrire benefici a merchants e consumatori. Le banche che decideranno di collaborare con le società di telecomunicazione, dunque, avranno la possibilità di 'cavalcare l'onda' dell'innovazione tecnologica, le altre saranno destinate a rimanere indietro.

(fonte: Jeremy Light, "Telcos in the Payment Market", Accenture)


Le considerazioni di Jeremy Light (Accenture) sul ruolo delle società di telecomunicazione nel sistema dei pagamenti non sono nuove. Costituiscono, semmai ce ne fosse ancora bisogno un'ulteriore e autorevole conferma di ciò che esperti e osservatori vanno da tempo dicendo: la cooperazione tra banche e 'telcos' è una tappa obbligata nello sviluppo e nella diffusione dei nuovi sistemi di pagamento digitali, legati a Internet, o basati sull'utilizzo di dispositivi mobili.

Le esperienze spagnola e francese possono fornire degli interessanti precedenti, e spunti di osservazione per chi pensa a tali questioni nell'ottica italiana.

In questo 2002 qualcosa nel nostro paese, da sempre refrattario alle novità si è forse mosso: l'entrata in circolazione dell'euro è stata sicuramente una buona occasione per diffondere, se non l'utilizzo, almeno una 'coscienza comune' dell'esistenza dei nuovi sistemi di pagamento e dei benefici da questi provenienti.

Parecchie iniziative, promosse da importanti istituzioni bancarie, hanno contribuito alla diffusione dello strumento 'plastico' per i pagamenti, particolarmente lungimiranti sono stati quei progetti che hanno proposto carte 'dedicate' alle fasce più giovani dei consumatori, le più ben disposte verso le novità.

Tuttavia nel nostro Paese molta strada deve essere ancora percorsa: l'acquisto online non è ancora un'abitudine radicata, anche a causa del livello di alfabetizzazione informatica, ancora non sufficiente perché l'e - commerce possa essere considerato un elemento di primo piano nelle abitudini di spesa degli italiani.

Da questo punto di vista, ci pare che il discorso riguardante le partnership tra soggetti bancari e telecomunicazioni, acquisisca un profilo particolarmente interessante: questi soggetti si trovano infatti ad avere in mano il 'pallino' della diffusione dei pagamenti innovativi in Italia, ma solo grazie all'istituzione di piattaforme comuni, nelle quali le rispettive professionalità possano venire sfruttate con efficienza ed efficacia, anche sotto il non marginale aspetto economico, sarà possibile cogliere quest'opportunità, e per tali soggetti ricoprire il ruolo guida nel campo dell'innovazione delle abitudini di acquisto dei consumatori.

Non parliamo dunque di rivoluzione, quanto di innovazione: offrire ai consumatori nuove opportunità di scelta, implementando il paniere di modalità di ricerca, acquisto e regolazione delle transazioni a loro disposizione; e in vita di tal fine, l'approssimarsi del lancio della nuova generazione di telefonia mobile, costituisce un'ulteriore occasione per sfruttare tali opportunità.




Jeremy Light,
"Telcos in the Payment Market",
Accenture
extracted by Marcello Berlich