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EDITORIALE > New banking
24/09/2002 -
I 'furti di 'identità': una 'tegola' per le banche.
di Marcello Berlich




Quello degli 'id theft' (ossia i 'furti di identità telematiche' mediante i quali i pirati informatici effettuano frodi ai danni dei clienti web finanziari e commerciali, ad esempio utilizzando le loro carte di credito), continua a costituire, per le banche, un grosso problema.


Secondo le ultime stime di Meridien Research, le perdite di banche e istituti di brokeraggio dovute a tale fenomeno ammonteranno alla fine del 2002 a tre miliardi di dollari (rispetto ai 2,8 miliardi dell'anno passato), con un totale che da qui al 2006 potrebbe raggiungere gli otto miliardi di dollari. "Si tratta di un grande problema per le banche", commenta l'analista di Meridien Dennis Behrman, "un problema che non sono ancora riuscite a fronteggiare perché di difficile soluzione: la tecnologia, da sola, non basta."


Nonostante la crescita delle transazioni elettroniche e 'virtuali', le banche possono prevenire tale crimine utilizzando soluzioni che verifichino l'identità del cliente senza comprometterne la privacy ma, come dice Behrman "questa è una soluzione che non porta da nessuna parte."


Lo stesso Behrman prevede comunque che l'accettazione da parte dell'industria finanziaria americana dell'USA Patrioct Act (prevenzione del terrorismo, dei 'furti ID', e dell'utilizzo del sistema finanziario americano da parte dei terroristi), entro l'ottobre di quest'anno, farà la differenza.


"Il rafforzamento è l'obbiettivo più importante", continua il 'Merdien Analyst', nel momento in cui le banche raramente coprono le perdite dovute agli ID theft, specialmente se si tratta di un crimine internazionale.


Oscar Marquis (di Hunton & Williams, uno studio legale di Atlanta, e membro del Federal Reserve's Consumer Advisory Council) ha recentemente sottolineato che "l'industria bancaria e non il governo avrà bisogno di dare le giuste contromisure" per l'ID theft e i crimini ad esso correlati.


Marquis sostiene che leggi per l'imposizione di sistemi per la protezione di cittadini innocenti "sarebbero controproducenti e ridurrebbero la capacità di 'incontro' con i consumatori".


I 'credit bureaus' "hanno sviluppato modi per aiutare le vittime più velocemente", ammette Marquis, ma "l'industria (finanziaria) avrà bisogno di preservare la flessibilità per trovare soluzioni come in passato, continuando a svilupparne per diminuire l'incidenza dei crimini".


Il trucco, comunque, è di bilanciare "il conflitto tra il bisogno di velocità e convenienza dei clienti, e la necessità di sicurezza e tranquillità", conclude Marquis.



American Banker
extracted by Marcello Berlich