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EDITORIALE > New banking > speciale
"Undici Settembre"
11/09/2002 - Cambiamenti sotterranei.
Le banche americane dopo "l' Undici Settembre"
di Marcello
Berlich
Parte seconda - La 'guerra dei dati': le banche come 'strumenti di controllo'
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Quali sono state le ricadute di quegli eventi sul settore bancario?
Più specificamente, cosa è cambiato in concreto nella 'vita quotidiana'
delle banche americane? Quale parte ha avuto la clientela in tali
cambiamenti?
E l'interrogativo più importante: è realmente cambiato qualcosa, o
invece, al di là dell'onda d'urto dell'immediato, si è ripristinato
un sostanziale 'status quo ante'?

La risposta appare positiva, sebbene in una prospettiva 'offuscata',
come avremo modo di spiegare. A monte c'è proprio la 'guerra infinita'
dichiarata dal Presidente americano all'indomani degli attacchi.
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Nei discorsi di quei giorni Bush ha chiarito i termini di questa guerra:
una vera e propria azione bellica, quella contro l'Afghanistan, ritenuta
inevitabile, se non altro per dare all'uomo della strada americano
un nemico reale contro il quale schierarsi; a questa si aggiunge un'azione
ben più nascosta, invisibile ai più, ma con tutta probabilità più
importante della stessa azione militare: uno scontro giocato nei meandri
del Web, e in quelli dei conti bancari.
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Un fatto più di ogni altro è lampante: Bin Laden e i suoi seguaci
si presentano come paladini dell'Islam oppresso contro il demonio
americano e i suoi strumenti; ma questi strumenti hanno dimostrato
essi stessi di saperli utilizzare benissimo: la verità è che gli attacchi
dell'11 settembre senza Internet da un parte e i 'lati oscuri' della
finanza internazionale (i conti cifrati, le 'scatole cinesi'), non
sarebbero stati possibili.
E' necessario dunque organizzare la prima linea della guerra totale
al terrorismo internazionale nel 'reame dell'invisibile': un reame
la materia fondante del quale è costituita da 'atomi' di dimensioni
insignificanti, ma dai caratteri più che significativi: i dati.
In un mondo nel quale le banche vedono nel Web, e quindi nelle tecnologie
avanzate di trasmissione dei dati, lo strumento principale per il
proprio sviluppo, si può intuire quali siano state le modificazioni
avvenute nel post 11 settembre.
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Il problema è che tali
cambiamenti si possono per l'appunto solo intuire: sappiamo per certo
che e il monitoraggio dei dati delle banche è molto più consistente
rispetto al passato, anche perché esse sono depositarie non solo dei
dati strettamente legati ai flussi finanziari, ma anche di altri dati,
da esse utilizzati nell'ambito delle proprie strategie di marketing,
basti pensare a quelli legati alle attività ad esempio di emissione
di strumenti di pagamento, o di 'billing'.
Quello che non ci è dato di sapere è quanto questa attività di 'osservazione',
già peraltro presente in precedenza, sia aumentata.
E' un discorso complesso, che si confluisce nell'alveo più ampio dei
problemi riguardanti la privacy, e a monte, la libertà nel dopo -
attentati.
Pur non volendo correre alle conclusioni inquietanti esposte da politologi
e sociologi come Gore Vidal e Noah Chomsky, è tuttavia indubbio che
in quest'ultimo anno i cittadini americani siano stati tutti un pò
più sotto controllo, e che sicuramente i soggetti finanziari e in
particolar modo le banche sono state tra i mezzi mediante i quali
questo controllo è stato esercitato.
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Parte terza - I clienti: la paura spinge le nuove tecnologie?
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