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EDITORIALE > New banking
20/12/2001 - L'EVOLUZIONE DEI PAGAMENTI (4):
BANCHE E PAGAMENTI DIGITALI
di Marcello
Berlich
Un problema di 'pigrizia mentale'?
Impressionante è la mole di studi che in questi tempi vengono quasi quotidianamente
dedicati alle sfide e ai rischi che alle banche la new economy pone, e
se da una parte c'è chi, sottolineando il ruolo storico di queste non
lo mettono minimamente in discussione neanche per il futuro, dall'altra
un crescente numero di osservatori e analisti è sempre più insistente
nel metterle in guardia.
Pur essendo caratterizzate da metodi ed esiti diversi, le analisi di questo
tipo sembrano individuare un'origine comune nell'atteggiamento che molte
banche hanno assunto fino ad oggi, sfociato in una lentezza di reazione
i cui effetti nel mondo dell'economia digitale non possono essere altro
che negativi.
Alle spalle sembra esserci un problema di 'forma mentis' di chi è responsabile
degli indirizzi strategici delle banche: quasi che in fondo si ritenesse
che le rendite di posizione delle banche nel mondo dei pagamenti non possano
essere insidiate. Nel frattempo, la concorrenza, rappresentata in primis
dai telcos per gli mPayments, da altri tipi di provider per i pagamenti
P2P,e dai tradizionali emittenti di carte, si muove all'insegna di un
dinamismo che alcuni hanno ritenuto addirittura eccessivo, e controproducente
allorché i consumatori vengono messi di fronte al vorticoso succedersi
di nuove soluzioni e servizi.
Collaborare? E con chi?
Le soluzioni possono essere essenzialmente due, storicamente riportabili
ai due antipodi del 'do it yourself', e dell'outsourcing, e se è vero
che 'In medium stat virtus', la soluzione ideale sembra essere quella
della ricerca di partnership e collaborazioni.
Collaborando con le società di telecomunicazioni, è possibile sviluppare
velocemente competenze prima assenti, riguardanti le tecnologie della
rete e della telefonia mobile; va però notato, che i telcos sembrano più
rapidi nello sviluppare al proprio interno competenze riguardanti le tecnologie
di pagamento, di quanto non lo siano le banche nell'acquisire esperienza
nel campo delle telecomunicazioni: tra gli scenari futuribili, va allora
preso in considerazione il caso in cui le società di telecomunicazioni
non abbiano più interesse a collaborare con le banche.
Vi è poi la più tradizionale collaborazione con soggetti appartenenti
al medesimo ambiente bancario, per fare 'fronte comune' contro l'invasione
degli esterni, e questo tipo di collaborazione può portare frutti soprattutto
in termini di dibattito e confronto su un piano sia teorico che pratico,
su come sviluppare nuove competenze, e su come utilizzare in modo innovativo
quelle tradizionali.
Tutto questo senza perdere di vista l'obbiettivo finale, che oggi ancora
più che in passato è il cliente e il suo complesso di bisogni e necessità:
nell'epoca del digitale, egli ha ancora di più il coltello dalla parte
del manico, aumenta la sua facoltà di scelta e il fattore discriminate
per il successo o insuccesso nella competizione on line è il maggiore
o minore modo in cui esso viene soddisfatto.
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