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EDITORIALE > New banking 25/07/2001 - LE BANCHE SONO I PRIMI BENEFICIARI DELL'AGGREGAZIONE di Marcello Berlich L'onda della 'account aggregation' beneficerà in primo luogo le banche, stando al parere di Datamonitor. Le previsioni dicono che una buona metà dei 125 milioni di clienti bancari on line degli stati uniti si avvarrà di questa tipologia di servizi entro il 2005,la stessa Datamonitor pronostica una loro 'esplosione' da qui al 2003, con le banche decisamente agguerrite nel guadagnare terreno nei confronti dei concorrenti non bancari come 'utility firm', portali e siti 'di contenuto'. A tal proposito l'istituto di ricerca prevede che tale concorrenza non rimarrà inerte, ma anzi offrirà alternative attraenti. Paul Jamieson (Gomez) sostiene che le società che vogliono avere successo nella 'account aggregation' devono fornire analisi avanzate, e un'elevata funzionalità nelle transazioni, fondate su una robusta capacità di trattamento dei dati; dato più importante, oltre il 25% dei clienti sono disposti ad usare il servizio di aggregazione se offerto dalla banca di loro fiducia, e il 28 % degli investitori in rete di alto profilo cambierebbe invece istituzione, qualora non offrisse questi servizi. Altra interessante riflessione può essere fatta a proposito della promozione di tali servizi: solo il 13 % degli 'on line bankers' è a conoscenza dell'esistenza del sevizio di 'account aggregation', mentre il 19% si è dimostrato interessato allorché ne ha sentito parlare. La sicurezza degli strumenti mediante i quali i dati vengono assemblati in tale servizio verrà accresciuta man mano che aumenterà la richiesta di 'integrità' dei dati da parte dei clienti. Sebbene tra le maggiori banche statunitensi numerose siano quelle che hanno investito, anche in modo cospicuo sulla 'account aggregation', Datamonitor prevede che le reali opportunità per i fornitori di Information Technology per sviluppare un servizio robusto e sicuro verranno dal mercato europeo.
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