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EDITORIALE > Articoli
15/07/2002 - LE BANCHE E L'UMTS
di Miran
Pecenik
In una recente intervista, l'amministratore delegato di uno dei gestori
mobili italiani non ha fatto più previsioni sull'avvio dell'UMTS, dicendo
che siamo già nell'era ella multimedialità senza filo. Senza quasi accorgersene,
con i primi telefonini GSM abbiamo iniziato a mandarci stringhe di testo
(i famigerati SMS), con la seconda generazione (Wap) abbiamo potuto navigare
su pagine molto lineari e semplici, mentre tra gli attuali cellulari (Gprs)
possiamo già spedirci piccole fotografie, scattate magari con il già disponibile
"foto-telefonino". Il passaggio all'UMTS sarà così indolore e senza precise
scadenze, visto che le due ultime tecnologie (Gprs e Umts) sono tra di
loro compatibili.
Da ciò si può facilmente dedurre che il grosso problema dell'espansione
di queste tecnologie sta di fatto nella predisposizione di applicazioni
utili e convenienti. I risultati di una recente ricerca hanno sottolineato
che gli argomenti preferiti per queste tecnologie saranno, nell'ordine:
le videotelefonate, gli scambi di foto, i Mms (Multimedia Message System)
per adulti, gli screensavers, i giochi, la pubblicità, i videoclips ed
i bigliettini da visita multimediali.
Con questa nuova visione dell'Internet accessibile ovunque, anche le banche
dovranno per forza di cose adattarsi ad un approccio innovativo verso
il cliente. Non saranno più tollerate lunghe attese al call-center o la
gestione amatoriale di pratiche sospese da mesi. Tutto dovrà essere gestito
in tempo reale e condito con una buona dose di multimedialità.
Il promotore dovrà essere in grado di registrare messaggi video personalizzati
per la sua clientela, magari conditi con grafici tridimensionali facilmente
comprensibili. Il portafoglio titoli sarà visualizzato online in modo
grafico, in relazione sempre con i benchmark della categoria di investimento
scelta. Gli estratti conto arriveranno in un formato standard, nel quale
si potrà navigare fino ai minimi dettagli, finanziari, tecnici e di e-commerce.
Molti degli attuali settoristi, promotori, capi area, ecc. dovranno per
forza di cose seguire specifici corsi di formazione per una corretta presentazione
in video.
Firme, votazioni, riunioni, consigli di amministrazione e molti altri
eventi "fisici" subiranno, complice un notevole contenimento dei costi,
una spiccata virtualizzazione. Firma digitale, libri elettronici e precisi
dati somatici (retina dell'occhio, impronte digitali, voce, ecc.) per
un'individuazione esatta, porteranno ad una nuova riorganizzazione del
lavoro in banca. Se a tutto questo si aggiungerà anche un effettivo uso
del danaro digitale, si può ben dire che l'ufficio senza carta diverrà
finalmente una cosa concreta. Resta solo un dubbio: ma l'ufficio ci sarà
ancora ?
Questi potrebbero essere solo alcuni degli aspetti topici della multimedialità
senza fili in arrivo, ormai nota con l'acronimo UMTS. I tempi di una larga
diffusione di queste tecnologie non sono ad oggi prevedibili, dipende,
come già detto in precedenza, se le compagnie di telefonia mobile riusciranno
a convincere gli utenti della indispensabilità dei nuovi strumenti, anche
grazie alle succitate applicazioni.
Un'altra conseguenza della virtualizzazione dei servizi sarà anche un
progressivo calo del numero di strumenti fisici a disposizione della clientela,
dalle agenzie tradizionali fino ai promotori che li seguono. Un paio di
anni fa sono stato contattato da uno studente siciliano che stava lavorando
su una tesi di laurea poco gradita ai bancari: "Il promotore finanziario
virtuale". Il concetto espresso era molto semplice: dopo una fase di immissione
di vari parametri, il software intelligente usato apprendeva dall'esperienza
maturata, consigliando al suo fruitore i migliori passi da compiere. L'agenzia
virtuale è ormai presente in tutte le banche, in certe è addirittura inserita
nel budget come una qualsiasi altra agenzia fisica. Un esempio calzante
è l'ultimo servizio del nostro portale bancario Portalino.it, chiamato
Openaccount.at. Abbiamo predisposto delle schede per ogni banca e un form
per la gestione di news, a cura della banca stessa. In più abbiamo introdotto
un sistema di inserimento di diversi formati di banner delle banche aderenti
nelle pagine dell'intero sito. Ebbene, dal primo mese di test, sappiamo
che attraverso la pubblicità sul nostro sito, in una certa banca sono
entrate 379 persone.
E' l'inizio di una collocazione di agenzie bancarie virtuali in diversi
siti Web? Potremmo essere davanti ad una evoluzione storica del concetto
di banca: la banca tradizionale prosegue con un ritmo di crescita leggermente
negativo, mentre la "consorella" virtuale si espande con diverse agenzie
su siti e architetture diverse, delle quali riesce a tenere una contabilità
esatta e separata. Nel caso di risultati non conformi a certi investimenti,
la chiusura di una simile filiale virtuale non comporta nessuna vendita
di immobili o trasferimenti di personale, ma solo una semplice rescissione
di un contratto con il sito Web non all'altezza delle aspettative.
La banca virtuale non porta solo danni, come chiusure di agenzie e diminuzione
del numero del personale, ma spinge nuove funzionalità che esigono nuove
professionalità. Nella Trieste asburgica c'era una figura professionale
che ogni sera accendeva tutti i lampioni a gas e all'alba li spegneva.
Con l'avvento dell'elettricità il suo posto fu preso da centinaia di elettricisti.
Allo stesso modo la funzione di marketing strategico per la ricerca di
nuovi siti fisici delle agenzie andrà parzialmente virtualizzata, passando
dalle carte topografiche alle pagine Web.
Come abbiamo visto, prendendo spunto dall'introduzione progressiva del
nuovo telefonino, siamo arrivati fino a guardare nella sfera di cristallo
per predire il futuro del sistema bancario italiano. Ma sarà valido il
nostro ragionamento? Ci potranno essere dei fatti che ci smentiranno nei
prossimi anni? Per ora pare proprio di no.
miran@pecenik.com
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