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EDITORIALE > Articoli
31/03/2002 - LE NOSTRE EUROBANCHE
di Miran
Pecenik
Come ogni anno anche per il 2001 abbiamo stilato, con lo staff di Portalino.it,
la nuova classifica delle banche italiane
in rete. Lo abbiamo fatto proprio a fine anno, per cui ci è possibile
delineare la situazione aggiornata delle banche italiane in rete proprio
nel momento in cui siamo entrati nella fase "pratica" della nuova moneta
europea.
Dopo varie fasi eliminatorie, abbiamo analizzato le 30 banche restanti,
alle quali abbiamo applicato un punteggio in base a un centinaio di criteri
individuati. Dai punteggi conseguiti, dalla media di ogni singolo criterio
e dal confronto con gli anni precedenti, possiamo delineare la figura
della banca italiana in rete alla fine dell'anno 2001.
Innanzitutto va detto che le banche "interessanti" almeno da due anni
sono rimaste pressoché le stesse: poche sono le nuove entrate e poche
quelle che sono uscite dalla classifica dei primi venti istituti. Con
il tempo abbiamo anche notato che alcuni criteri di attribuzione dei punteggi
non sono più validi (e-mail standard, proprio dominio, tools standard,
sito visibile con diversi browser, ecc.) in quanto la stragrande maggioranza
dei siti si sono adeguati a quelli che già da tempo erano gli standard.
Dopo aver delineato i punteggi, altri criteri che pensavamo fossero stati
già "digeriti" dal sistema bancario italiano, si sono dimostrati ancora
molto ostici (uso di danaro virtuale, bonus o punti, giochi o concorsi,
portali multifunzionali, ecc.). Inutile dire che quest'anno abbiamo eliminato
completamente il criterio relativo alla sezione dell'Euro ...
Da notare anche la mancanza di una visione internazionale da parte delle
nostre banche, anche di quelle più grosse. La versione inglese del sito
è praticamente inesistente, al massimo ci sono un paio di pagine molto
scarne con i dati principali e una generica richiesta di informazioni.
Il fatto preoccupante è che anche banche con rilevanti partecipazioni
(e controlli) di banche estere non sentono la necessità di avere l'intero
sito tradotto in inglese. In certi casi ciò è dovuto alla non modularità
"linguistica" del software usato per il disegno delle pagine del sito.
Un'altro dato critico è la presenza casuale di questa o quella banca nelle
ricerche con parole chiavi finanziarie nei motori di ricerca. Dalla visione
del codice delle pagine, sono pochissime le banche che considerano importante
essere bene in vista nei principali motori. Anche le directory internazionali
per quanto riguarda l'Italia non sono molto popolate. Non considerare
oggi questi strumenti per il proprio sito è come proporre uno spot pubblicitario
in bianco e nero.
La velocità di risposta delle home page è molto buona. Sul 90% del campione
analizzato, i tempi di caricamento completo della pagina principale non
superano i 12 secondi. Certamente il merito va attribuito ai sempre più
esperti webmaster, che però è quasi impossibile contattare. In molte banche
Internet non è più visto come uno strumento da tecnocrati, i quali sono
passati da stimati pionieri a meri esecutori di ordini da parte di altri
uffici. Ne consegue una mancanza di arricchimento tecnologico (effetti
grafici, animazioni contestuali, aggiornamenti architetturali del sito,
ecc.) e un periodo sempre più lungo per le revisioni del sito, in quanto
il progetto in molti casi viene portato avanti da aziende esterne e viene
aggiornato graficamente solo in minima parte, se non addirittura soltanto
nei contenuti.
Nel 2001 c'è stato un forte miglioramento in relazione alla trasparenza
dei servizi, on e off line. Per sapere i costi, le condizioni ed i tassi
dei servizi bancari in molti casi non bisogna più recarsi agli sportelli
a richiedere gli indecifrabili fogli analitici. Quello che ancora manca
è un'offerta "convinta" di apertura online di un rapporto bancario, mentre
alcune banche propongono vari benefit per la nuova clientela, molti dei
quali, però, sono scaduti a fine anno. Nei servizi online c'è ancora molto
da fare. Solo 6 delle nostre 30 banche hanno raggiunto la sufficienza.
Mancano molti servizi avanzati sul trading online e sui dati azionari.
Anche dal lato dell'e-commerce e dei servizi per le PMI (piccole medie
imprese) non siamo ancora un esempio per gli altri paesi. Va un po' meglio
per quanto riguarda la multicanalità: phone banking, wap, webTV e in certi
casi anche i palmari possono rappresentare la nostra "porta virtuale"
per entrare in banca, mentre molte telefonate vengono sostituite dai più
comodi messaggi SMS. Sono spuntati anche dei nuovi servizi relativi a
ricariche di tessere telefoniche o carte prepagate oppure il pagamento
online delle tasse e dei tributi.
Le banche hanno riposto molta attenzione alle sezioni relative alle proprie
informazioni, dalle mappe grafiche per l'individuazione degli sportelli,
fino al bilancio completo in formato ".pdf". Per avere una newsletter
finanziaria ormai abbiamo solo l'imbarazzo della scelta, come anche per
la moltitudine di servizi gratuiti di tutti i tipi che gli istituti bancari
mettono a disposizione.
Quest'anno abbiamo iniziato a monitorare anche l'eticità delle banche
online. Alcune propongono link verso le principali organizzazioni no-profit,
altre offrono prodotti etici, altre ancora sponsorizzano eventi o sottoscrizioni
benefiche.
Quali potranno essere i nuovi standard per l'anno in corso ? Dal punto
di vista tecnico stanno diventando molto importanti i c.d. "fogli di stile"
che danno la stessa forma grafica al testo, all'impaginazione e ad altri
elementi grafici del browser in tutto il sito. Come nuovi argomenti saranno
certamente importanti le sezioni "etiche", ma anche altre funzionalità
finora passate un secondo piano, come la ricerca del personale, una corretta
elaborazione del proprio logo e specialmente una nuova forma di navigazione
e usabilità del sito che oltrepassi i limiti fisiologici del portale odierno.
miran@pecenik.com
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