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EDITORIALE > Articoli
31/12/2001 - CHE BANCA INDOSSO OGGI ?
di Miran
Pecenik
Ci avviciniamo alla fine di un anno che passerà alla storia non per qualche
annunciata odissea nello spazio, ma purtroppo per i tragici fatti dell'11
settembre. La voglia di viaggiare si è temporaneamente ridimensionata,
mentre voci autorevoli ci fanno riflettere sugli obiettivi della finanza
mondiale. Ma anche in questo nuovo contesto la tecnologia non si ferma
e ci propone ogni giorno nuove soluzioni e nuovi gadget per farci sognare.
Già da anni si studia come inserire, in modo non intrusivo, un personal
computer provvisto di tecnologia comunicativa senza fili (wireless) nei
vestiti di una persona, in contatto permanente con tutti i suoi sensi,
gusto ed olfatto compresi.
Il passaggio obbligatorio a questa avveniristica soluzione è senza dubbio
il cellulare, il primo apparecchio che, in qualche modo, indossiamo già
da un po' di tempo. La banca dovrà saperlo usare molto presto come un
mix di Internet (mailing list, comunicazione interpersonale, mail one
to one, ecc.) e di call center bidirezionale (che presuppone un contatto
più umano con il cliente o potenziale tale). Questa fase, che durerà ancora
qualche anno dopo l'introduzione dei terminali UMTS (per cui circa fino
al 2005-2006), sarà caratterizzata da un flusso continuo di piccoli, ma
importanti dati: il cliente manderà dei quesiti e la banca risponderà
in modo automatico entro 30 secondi; l'estratto conto si materializzerà
non appena l'operazione sarà immessa nel mainframe della banca; avvisi,
scadenze e varie comunicazioni intaseranno presto tutti i canali wireless
disponibili.
Un'altro tassello importante nel wireless saranno i nuovi tipi di pagamento,
nuovi in quanto sono pensati proprio per la comunicazione senza fili.
Questi pagamenti si appoggeranno alla piattaforma di comunicazione del
telefonino (i maggiori player sono per ora Bluetooth e 802.11) e saranno
principalmente rivolti ai tipi di pagamento P2P (person to person). Cosa
vuol dire questo? Semplicemente che le banche e le compagnie di carte
di credito vedranno progressivamente scendere il loro traffico di pagamenti,
in quanto entreranno in gioco altri enti che certificheranno l'avvenuta
transazione finanziaria. Per fare un esempio, quando faremo la spesa,
manderemo una specie di SMS transazionale via infrarosso (simile al clic
di cambio canale sul telecomando televisivo) che avrà anche l'indicazione
dell'importo, verso un ricevitore del creditore (giornalaio, supermercato,
macchine self service o più semplicemente verso il cellulare dei nostri
figli, una specie di paghetta elettronica). Questo ricevitore, che potrebbe
essere un normale telefonino, incamererà l'importo (dandone comunicazione
all'ente certificatore) e sarà subito spendibile verso altri apparecchi,
tra i quali, anche quello della banca, dando così vita ad una specie di
versamento wireless dell'incasso giornaliero. Entro fine anno qualcosa
del genere sarà già realtà: una banca italiana sperimenterà il primo pagamento
P2P wireless, da telefonino a telefonino, in collaborazione con un gestore
di telefonia cellulare, mentre le compagnie che emettono carte di credito
sono già in fase di test con nuovi prodotti specifici.
In questi ultimi anni abbiamo assistito alla proliferazione dei cellulari
GSM che hanno portato all'esplosione dei messaggini (giornalmente se ne
fanno qualcosa come 700 milioni !). Il passaggio al WAP è stato molto
più blando: pochi ci hanno creduto, anche se la conoscenza e le esperienze
su questo primo wireless-web conterà molto sia per le prossime architetture
senza fili, come anche per gli apparecchi UMTS.
Siamo dunque in una fase transitoria nella quale è importante capire che
mosse si possono fare in anticipo, senza dover poi buttare via tutto.
Senza dubbio ora è importante ripensare ai singoli dati che abbiamo della
nostra clientela e ricostruirne le basi (dal call center al CRM, dalle
mailing list e newsletter fino all'aggiornamento multicanale delle varie
applicazioni). Questo nuovo "insieme informatico" dovrà tener conto anche
di un fattore nuovo: la categorizzazione della clientela in base ai pagamenti
eseguiti (importi, tipi, frequenza, ecc.) e delle coordinate dei canali
utilizzati (telefono, fax, mail, telefonino, ma anche codice firma digitale,
targa automobilistica, numero ICQ, indirizzi Ipv6, videobox, userid per
altri tipi di residenza "virtuale", ecc.). Tutto questo servirà per conoscere
meglio la propria clientela e capire in che settore tecnologico sarà meglio
investire. D'altro canto ci si renderà conto che le categorie così create
avranno un carattere molto trasversale. In quelle tecnologicamente più
evolute troveremo molte piccole imprese e molti privati, mentre la clientela
di elite (per intenderci quella delle gestioni patrimoniali) si troverà
in posizione medio-basse, insieme a molte grosse imprese.
Tutta questa rivoluzione dovrà essere completata nel giro in pochi anni,
cioè prima che vi sia effettivamente bisogno di tutti questi dati. Per
fare un paragone recente, le banche ci hanno messo qualche anno per avere
a disposizione i dati richiesti dalla normativa sull'antiriciclaggio.
Bisogna fare in fretta. La conoscenza tecnologica del cliente deve essere
recepita come un fattore strategico. Non bisogna accontentarsi di essere
una banca multicanale solo perché mandiamo qualche SMS e qualche mail.
In quest'ottica, per le banche sarà molto importante adeguarsi agli standard
tecnologici, anche se nel wireless tutt'ora praticamente non ce ne sono.
In ogni caso non è consigliabile fare degli accordi con un player unico,
sia di telefonia cellulare, che di architettura di accesso alla rete.
In un ambiente dove già oggi la maggior parte delle famiglie (ma anche
i single) sono multibanca, multiprovider, multi gestore di telefonia cellulare
e multi possessori di PC, alla mattina, dopo la scelta della cravatta
e dei calzini, potrebbe venir spontanea la domanda: "Che
banca indosso oggi?"
miran@pecenik.com
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