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31/08/2001 - LA BANCA E' MOBILE ?
di Miran Pecenik



Passata la "moda" di andare in Internet, inizia ora la vera battaglia dei contenuti e dei servizi innovativi. Ormai non basta più avere il pacchetto bancario on line (conto corrente con home banking e trading online, bancomat, carta di credito e piccolo fido), bisogna creare dei valori aggiunti, anche molto sofisticati, quasi dei status-symbol.

E quali potrebbero essere i campi di applicazione di questi nuovi servizi? Certamente non dei campi totalmente nuovi: negli ultimi anni abbiamo visto che altri soggetti hanno il potere e la fantasia di entrare nel mondo bancario, mentre le banche stentano molto (per non dire che proprio evitano ...) di aprirsi al business in settori al di fuori di quello prettamente bancario. Assodato questo, dobbiamo per forza affermare che l'unico futuro per le banche italiane è quello di riproporre i propri servizi attuali con una tecnologia nuova o con architetture diverse da quelle adottate sinora.

Tra le diverse architetture comunicative disponibili, quella che appare più appetitosa, in quanto veramente di massa, è il telefono cellulare. Oggi si parla di ben 42 milioni di cellulari, anche se non si sa bene quanti di questi siano inattivi, non funzionanti o di prima generazione. In ogni caso è un numero rilevante: basta per autorizzare una qualsiasi iniziativa in questo ambito. Se poi pensiamo al mezzo migliore per raggiungere ogni persona, beh, possiamo dire che in questo la telefonia cellulare non ha proprio rivali (almeno per adesso). In più bisogna anche sottolineare che in questo campo l'Europa è molto più avvantaggiata rispetto agli Usa, sia in merito al numero di telefonini in uso che allo standard utilizzato.

Negli ultimi mesi alcune ricerche internazionali (per la precisione IDC e Meridien Research) consigliavano alle banche (sia alle europee che a quelle statunitensi) di entrare il prima possibile nel campo del Mobile Banking ed in particolare nel campo specifico del commercio elettronico mobile, denominato m-commerce. Proprio il canale finanza potrebbe essere il cavo di traino di tutto il settore del commercio elettronico, l'unico comparto di Internet che si è sviluppato al di sotto delle previsioni. Il principale fattore critico di questo business è il numero ancora limitato dei telefonini abilitati al Wap (non sarebbe molto "comodo" acquistare con dei messaggini SMS ...).

Un fattore ancora molto critico per l'espansione degli m-payments è l'assoluta mancanza di standard condivisi ed applicati ed è anche per questa ragione che le banche si tengono ancora fuori da questo business. D'altro canto siamo in un periodo "storico" in cui tutti gli investimenti delle banche sul fronte del commercio elettronico sono in vistoso calo (ricerca di Strategy Analytics). Un classico esempio di quanto affermato è il consorzio spagnolo fondato da Telefonica Movile, con un finanziamento di ben 36 milioni di dollari, che non ha trovato (per adesso) nessun socio bancario o emettitore di carte di credito. Stessa cosa accade anche a Payitmobile, il primo consorzio internazionale di m-commerce, presieduto da Accenture.

La pedina vincente del prossimo futuro sembra essere la partnership tra banche e società di telecomunicazioni, con l'unione delle rispettive strategie e la condivisione delle tecnologie telefoniche e finanziarie. Purtroppo la presenza di particolari architetture proprietarie fa sì che l'offerta bancaria qualche volta sia rivolta solo ad un particolare consumatore di un certo operatore telefonico, escludendo di fatto gli altri. Il quesito che ne deriva è enigmatico: in futuro sceglieremo un operatore telefonico perché si appoggia ad un certo gruppo bancario (ormai non possiamo parlare più di singole banche) o sceglieremo una banca perché è compatibile con il nostro operatore di telefonia fissa e mobile ?

In Germania hanno reputato che il canale della telefonia mobile possa avere degli sviluppi molto interessanti, tanto che la Landesbank Baden-Wurttemberg sta avviando la prima m-bank, una banca raggiungibile solo dal telefonino. Si chiamerà Mobilbank e il progetto è stato avviato insieme con l'operatore di telefonia mobile Mobilcom. Una recente ricerca di Datamonitor stimava che il 30% degli utenti mobili era "molto interessata" a servizi di wireless banking. Non solo: dalla stessa ricerca la conclusione era che il mobile finance sarà la "killer application" dell'm-commerce, che nel 2004 (secondo stime di Gartner Group) dovrebbe attirare ben 800 milioni di utenti in tutto il mondo. Se però le banche non faranno partire al più presto questi nuovi servizi, con contenuti riferiti alla Borsa, ai propri rapporti bancari, ma anche a notizie e informazioni non prettamente bancarie, tutto il comparto ne risentirà.

Come detto in precedenza, ci sono altri soggetti che si stanno inserendo in modo sempre più massiccio nel campo dei pagamenti. Un caso eclatante è Orange, con la sua offerta di servizi di m-payment, con i quali sta cercando di catturare gli investitori "vaganti" nel mercato. Segue una strategia diametralmente opposta la piattaforma di iPIN, da poco adottata anche dalla banca britannica HSBC (ex Midland Bank) per offrire servizi Wap alla propria clientela. Da questo tipo di partnership nasceranno dei nuovi soggetti tecnologico-bancari dove la strategia comune avrà il sopravvento su possibili scontri di accaparramento della clientela. In fondo, ogni soggetto dovrà offrire quello che è il suo core business, senza cercare di entrare nella sfera di business del partner.

Per concludere, anche in Italia ci possiamo aspettare degli accordi molto stretti tra gruppi bancari e società di telecomunicazione, non solo per il lancio di alcuni servizi bancari sul Wap, ma anche per ulteriori sperimentazioni su canali transitori (come il Gprs) o futuribili, come l'UMTS. Prima o poi, tutti i principali gruppi italiani sceglieranno il loro partner tecnologico e si auspica che in ambiente ABI o Banca d'Italia ne esca anche una precisa normativa unica in fatto di pagamenti via telefonino. Solo in questo modo non saremo costretti, entro qualche anno, a dover per forza di cose cambiare il nostro operatore mobile o addirittura, a cambiare banca.


miran@pecenik.com


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