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EDITORIALE > Articoli
30/11/2000 - LA BANCA REDAZIONE
di Miran
Pecenik
Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo assistito ad una veloce evoluzione
dell'architettura e degli argomenti presenti nei siti bancari. Da un paio
di pagine informative siamo passati alle applicazioni individuali come
l'home banking e il trading online oppure all'intermediazione finanziaria
virtuale (l'e-commerce). Un ruolo molto importante l'ha avuta anche l'informazione
in tempo reale, dalle notizie che modellano giornalmente il listino di
Borsa fino alle notizie di attualità che ci toccano più da vicino.
Ormai non si contano più le agenzie giornalistiche che regalano i ticker
(simili ai banner, contengono le ultime notizie o le news della categoria
prescelta) da inserire nei propri siti Web. Dall'altro canto, a tutte
le banche che non siano di interesse nazionale serve poter pubblicare
online le novità sulla zona in cui operano. L'inserimento deve essere
veloce e semplice, in modo che anche personale non tecnico possa farlo
con facilità.
In questo campo non si sono ancora affermati degli standard. Ci sono delle
società che propongono prodotti costosissimi prevalentemente a redazioni
professionali (quotidiani, giornali e varie riviste), mentre ai bassi
livelli non troviamo prodotti soddisfacenti. Nella maggior parte dei casi
ognuno si costruisce la propria applicazione, nell'architettura tecnica
a lui più conosciuta. Su diversi siti bancari possiamo perciò notare delle
pagine strane, che non finiscono con il solito ".htm", ma con sigle molto
più strane, come ".asp", ".php" o ".shtml". Sono queste le nuove frontiere
dei siti Internet, le pagine dinamiche, provenienti da database diversi,
che modellano le pagine delle banche e delle aziende.
Inizialmente alle news non è stata data l'importanza che effettivamente
hanno. Io stesso le consideravo come un'applicazione secondaria con la
quale abbellire il sito. Col tempo pero' mi sono reso conto (con dati
oggettivi: le statistiche del sito) che possono diventare l'applicazione
principale. Oltre ad essere le pagine più visitate, possono essere un
valido strumento di veicolazione dei visitatori sulle pagine più interessanti
del sito stesso. Possono addirittura diventare il motore del sito, contenendo
le "vecchie" pagine fisse, come i prodotti, gli indirizzi delle agenzie
o i consigli e le normative. In parole povere, il sito della banca può
essere costantemente aggiornato attraverso semplici videate di input.
Quest'evoluzione comporta anche un riassetto organizzativo. Non basta
avere il personaggio del marketing che inserisce (come news) i comunicati
dei nuovi prodotti, ma occorre pensare ad una piccola redazione, un gruppo
virtuale (magari anche con soggetti esterni) che ravvivi un po' gli argomenti
da trattare. Una volta individuato il responsabile redazionale, bisogna
creare il workflow dell'applicazione, cioè definire l'input, i filtri
e l'output. Ad esempio, una banca locale può instaurare dei rapporti con
il giornale locale o con le associazioni culturali e sportive del luogo
e dar modo di immettere le loro news. Queste potrebbero essere inserite
direttamente online o passare un filtro interno (p.es. lo stesso responsabile
redazionale) che le controllerebbe e poi desse l'autorizzazione per la
pubblicazione. L'output potrebbe essere la home page della banca o delle
pagine interne divise per categoria (news d'attualità, sport, temi culturali,
ecc.). Nulla vieta, per certe notizie rilevanti, di mandarle anche su
canali diversi, p.es. sui canali immediati, quali l'SMS sui telefonini
della clientela preventivamente iscritta a questo servizio.
Il modello a cui tendere è un mix tra i vari canali locali e istituzionali
e la rassegna stampa finanziaria della banca, il tutto messo automaticamente
in archivio, in attesa di autorizzazioni. Così il responsabile avrebbe
continuamente a disposizione notizie fresche da immettere sul sito della
banca. In questo contesto possono essere incluse anche le informazioni
finanziarie a livello nazionale (apertura, chiusura e ulteriori flash
sulla borsa; notizie di rilevanza nazionale; ecc.). Da un primo input
manuale (finché il numero delle notizie non diventa rilevante) si può
pensare poi di creare delle interfacce applicative per inserire le notizie
in modo del tutto automatico.
Un altro obiettivo è quello di consentire al singolo utente di crearsi
una propria home page personalizzata, contenente solo gli argomenti scelti.
Per poter arrivare a questo, si può immaginare che ci dovrebbero essere
a disposizione una notevole quantità di funzioni e informazioni tra le
quali l'utente sceglierebbe quelle di proprio interesse. Molti portali
orizzontali (Yahoo, Excite, Lycos ed altri) hanno già creato queste personalizzazioni,
dal punto di vista bancario si sta appena iniziando (Banca delle Marche
e Comit sono tra i precursori).
Con l'espansione delle rete a nuovi canali, siano essi complementari (WebTV,
dispositivi palmari, ecc.) o alternativi (telefonini Wap, televideo, ecc.)
il discorso dal punto di vista degli argomenti non cambia, ma viene solo
adattato tecnicamente.
L'obiettivo finale non è quello di aver un bel sito, ma di creare una
struttura informativa utile, un servizio insostituibile per la propria
clientela (qualcuno lo fa anche per la clientela potenziale, naturalmente
con delle limitazioni). Con pochi click del mouse il cliente controlla
i suoi rapporti con la banca, opera in tempo reale sui propri conti e
trova tutte le informazioni non bancarie che gli interessano. Se poi in
qualcuna di queste pagine nota qualche prodotto bancario diretto (una
carta di credito o un fondo particolare) o indiretto (un prodotto di un'azienda
cliente della banca che vende attraverso Internet) che gli interessa e
lo compra, possiamo ben dire che la banca è riuscita a sfruttare bene
il proprio sito Internet.
Sono questi gli obiettivi futuri della presenza delle banche italiane
in Internet: coniugare la voglia di informazioni mirate dei visitatori
con il catalogo di tutti i prodotti che la banca ha a disposizione. In
questo modo i costi di gestione del sito diventano degli investimenti,
mentre la vetrina virtuale della banca si trasforma in un negozio vero
e proprio, una comoda agenzia in più per tutta la clientela.
miran@pecenik.com
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