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EDITORIALE > Articoli
15/05/2002 - IDENTITA’ e CREATIVITA’ PRODUTTIVA
nella Societa’ della Economia della Conoscenza.
di Paolo
Manzelli
Le trasformazioni socio-economiche contemporanee , incidono sullo status
esistenziale ed economico singolo e collettivo, poiche hanno la necessita’
di attribuire un elevato valore aggiunto al lavoro intellettuale , nel
mentre si attua la tendenza a ridefinire la natura e le prospettive di
lavoro, producendo un profondo cambiamento del significato sociale dell'esperienza
lavorativa e professionale nel quadro di un mutamento complesso della
divisione sociale ed internazionale del lavoro.
Nella attuale fase di transizione dalla societa’ industriale verso la
costruenda societa’ della “Economia della Conoscenza” si e’ innanzitutto
verificata una frammentazione del lavoro caratterizzata dal passaggio
“della societa’ del lavoro stabile ” alla “societa’ dei lavori flessibili”:
Tale situazione costituisce solo un passaggio intermedio, che ha teso
favorire nuove opportunità lavorative, le quali sono state prevalentemente
utilizzate per recuperare per una maggiore competitivita’ del mercato
della vetusta societa’ industriale, mediante lo sfruttamento di lavori
marginali, ampliando la occupabilita’ a basso prezzo delle categorie piu’
deboli, con il risultato di accentuare la precarietà, l'insicurezza ed
il disagio del lavoro intellettuale giovanile , sia per il sovrapporsi
di tempi d’inclusione e d’esclusione , ma anche determinando nuovi privilegi
per coloro che pur avendo una occupazione stabile hanno avuto la possibilita’
di accumulare ad uno stipendio garantito ulteriori possibilita’ di lavoro
part-time e/o di consulenza professionale e cosi via dicendo.
Petanto in questa fase di disgregazione della societa’ industriale, non
si sono fatti ancora passi avanti nella complessa valorizzazione culturale
e cognitiva del lavoro intellettuale, ed al contrario proprio in seguito
della diminuzione dei costi indotta dalla concorrenza economica globale,
al fine di conquistare aree di mercato piu’ ampie, si e’ aumentato lo
sfruttamento delle risorse umane, in un contesto imprenditoriale che,
sempre piu’ spesso perde la visibilità delle prospettive future di sviluppo
, di quelle cioe’ che saranno piu’ proprie della societa’ della Economia
della Conoscenza. Cio’ e avvenuto in gran parte perseguendo il tentativo
di conservare un individualismo aziendale , troppo spesso incapace di
corrispondere alla realizzazione di una NetWorked Knovledge Driven Economy.
Quest’ ultima sara’ infatti in corrispondenza , ad una estensione e valorizzazione
delle attività intellettuali, nel quadro della sempre piu’ ampia contrazione
delle attività manuali, in quanto la nuova economia dovra’ essere finalizzata
per creare le condizioni di sviluppo favorevoli ad ampliare nuovi spazi
di mercato alla creatività produttiva delle risorse umane intellettuali.
Per accellerare il superamento della attuale fase di transizione della
societa’ industriale e incentivare lo sviluppo delle condizioni cognitive
adatte a promuovere la responsabilità sociale della scuola e dell'Università
ed adeguate a determinare la crescita della Società dell'Economia della
Conoscenza, e’ necessaria una profonda riflessione critica costruttiva
in proposito della innovazione della formazione professionale, in modo
che le nuove condizioni di educazione permanente possano garantire l’
elevarsi di un livello culturale diffuso necessario per superare la frantumazione
del lavoro intellettuale, ancora caratterizzato da una rigida divisione
dei ruoli e delle discipline, cosi’ da favorire nuove forme di competitivita’
collaborativa capaci di ristrutturare le competenze professionali e dar
vita alla NET-WORKED KNOWLEDGE DRIVEN ECONOMY.
Quindi e’ in primo luogo necessario prendere responsabilmente coscienza
del fatto che la produttivita del lavoro intellettuale e' di fronte ad
un profondo mutamento che si sta producendo nel passaggio dalla societa'
industriale alla "societa della economia della conoscenza " , cosa che
implica una profonda revisione cognitiva dei nodi culturali problematici
storicamente acquisiti nell’ ambito del paradigma cognitivo che e’ stato
proprio della societa’ industiale.
E’ necessario considerare infatti che nella trasformazione economica e
sociale contemporanea il lavoro intellettuale transea da un lavoro professionale
individuale, ad un lavoro professionale collaborativo, invariabilmente
associato ad un sistema di "TEAM-WORK ON LINE", come soluzione di elevata
produttivita' nell' ambito dello sviluppo socio-economico di sistemi complessi
a grande estensione. (1)
Le attivita' intellettuali debbono pertanto essere formate in modo che
siano capaci di assicurare la comprensione e la soluzione di problematiche
multi disciplinari e multi-funzionali di "Knovledge management for Co-operative
Business organisation ", che sono necessarie per uno sviluppo finalizzato
al cambiamento sociale ed economico contemporaneo , mediante uno crescita
creativa della integrazione cognitiva e tecnologica.
A tal fine le iniziative di NET-Learning per la formazione permanente,
promosse la LRE-EGO-CreaNET della Universita’ di Firenze (1), possono
essere considerate una premessa per favorire la crescita intellettuale
delle risorse umane, necessaria allo sviluppo della Societa della Economia
della Conoscenza , proprio in quanto il "Networking e-Learning" rappresenta
una sfida cooperativa di costruzione cognitiva innovativa, finalizzata
a incoraggiare culturalmente una rinnovata imprenditorialita' sociale
capace di utilizzare le infrastutture di comunicazione interattiva nel
quadro di una integrazione economica tra Universita' Scuola ed Impresa.
In conclusione la formazione di “ Networking e.learning” è attualmente
finalizzata ad attivare un'azione di Responsabilità Sociale interattiva,
quale azione " culturalmente correttiva della formazione professionale
tradizionale “ essendo orientata ad implementare e disseminare i requisiti
cognitivi e di ricerca più avanzati in conformità con le esigenze e i
requisiti di sviluppo durevole del capitale umano nella "NETWORKED KNOWLEDGE
DRIVEN ECONOMY". (2)
NODI PROBLEMATICI
Indubbiamente e’ importate iniziare ad esplicitare alcuni nodi problematici
concettuali, che risultano da sciogliere e ricostruire entro una significazione
storicamente coerente , al fine di sbloccare ogni probabile reflusso conservativo
che possa ritardare e distorgere l’ evoluzione del progresso economico
e sociale e culturale contemporaneo, facendo leva su obsolete modalita’
di pensiero che ancora tendono a far riferimento al passato della struttura
sociale del lavoro che e’ stata propria della societa’ industriale ormai
in via di superamento.
Pertanto dato che il lavoro rappresenta uno elemento essenziale dell'identità
personale e sociale, una riflessione importante si accentra sul cambiamento
della cognizione stessa di IDENTITA’ che dovra’ essere riletta ed appropriatamente
riconcettualizzata come “IDENTITA’ DIGITALE”, in uno scenario situato
in un tempo di confine tra culture reali localizzate e cultura delocalizzata
virtuale - multimediale in INTERNET.
Quanto sopra e’ attualmente necessario per realizzare una rinnovata mentalita’
capace di comprendere ed agire nel quadro di una interdipendenza economica,
sociale, culturale e politica di livello planetario, in cui la storia
personale e sociale contemporanea di ciascuno trova il suo compimento
ed il suo valore in uno scenario mondiale.
Tale problematica e’ essenziale proprio in quanto al mutare rapido della
realtà socio-economica che incide sul carattere e la divisione del lavor,
non può non corrispondere al mutamento della percezione che i soggetti
hanno di questa realtà di sviluppo imperniata sulla comunicazione globale
interattiva.
Pertanto sensa una riflessione tesa alla comprensione dell’ evoluzione
concettuale associata al processo di globalizzazione economica , possono
facilmente verificarsi reazioni fortemente conservative conseguenti ad
una irrazionale paura della gente di subire una minaccia l'equilibrio
personale tradizionalmente inteso, conseguentemente ad un diffuso "senso
di espropriazione e di perdita di identità" .
Uno dei primi elementi di riflessione proposti dal Laboratorio di Ricerca
Educativa della Universita’ di Firenze derivo’ , gia’ nel 1996 , dalla
considerazione che con la comunicazione in rete interattiva si inizia
a formare una nuova tensione creativa tra due polarita’ corrispondenti
alle concezioni di INDIVIDUALISMO ed UNIVERSALISMO.
Infatti da un lato dietro un computer si e' soli mentre dall' altro si
puo' interagire con tutto il mondo nel WWW, creando network capaci di
elaborare conoscenze e progetti, anche al fine di dare contributi allo
sviluppo internazionale della NETWORKED DIGITAL ECONOMY .
Quanto sopra corrisponde ad un impegno tendente a far in modo che le due
polarità esistenti tra identità personale-culturale locale e la globalizzazione
economica delocalizzata, non possano quindi determinare una grave scisione
della personalita’ psicologica e sociologica, che invece potra’ essere
attenuata producendo, in ambito di un costruttivismo cognitivo, le varianti
concettuali che siano in grado di accentuare i processi di integrazione
tra passato ed il futuro dello sviluppo mondiale.
In una tale tale stretegia delineara dal EGO.CreaNET/LRE , e possibile
attuare operativamente una rinnovata integrazione tra INDIVIDUALITA’ ed
UNIVERSALISMO che determina un processo di ri- INDENTIFICAZIONE culturale,
che da un lato costituisce un nucleo di problematizzazione cognitiva della
vita personale e sociale, mentre dall'altro si configura come il recupero
dei VALORI PERMANENTI in riferimento ai quali e’ possibile ampliare un
sistema di solidarieta’, ri- definibile ed rinnovabile nel nuovo scenario
culturale e formativo mondiale, proprio di una INDIVIDUALITA’ DIGITALE
INTEGRATA , che sappia mantenere i VALORI piu’ positivi della storia,
ma che allo stesso tempo sia piu’ adeguata all’ epoca socio-economica
che comunque stiamo costruendo.
Progettare una educazione finalizata ad una riflessione di NETWORKING
e. LEARNING sulla base di criteri innovativi di apprendimento, tali che
esplicitino le dinamiche di acquisizione della Identificazione Culturale
piu’ corrispondente ad una DIGITAL IDENTITY , pertanto significa proporre
i criteri e le soluzioni per una nuova appartenenza culturale fortemente
Umana ed Universale, nel quadro di una rinnovataconcettualita’ diffusa
in rete, in modo tale che l’ IDENTITA’ tradizionale non permanga affossata
nel quadro di un riferimento localizzato, chiudendosi nella propria storia
locale , ma che possa essere acquisita senza complessi né negazioni, aprendosi
ad un progetto culturale mondiale di una piu’ ampia economia ecologicamente
sostenibile estesa all’ intero pianeta.
Nel Convengo su Spazio Tempo ed Informazione (1996) a Venezia organizzato
dal LRE-della Universita’ di Firenze , ci rendemmo conto che il cambiamento
mentale delle relazioni spazio-temporali causato dalla utilizzazione di
INTERNET prevalentemente nell’ interscambio economico, avrebbe modificato
, in un procedere intriso di problematiche, le caratteristiche di relazione
che sussistono tra l' identita' personale e quella' sociale modificandole
entrambe.
Ritenemmo pertanto che si dovesse agire operativamente per esplicitare
le problematiche mediante una riflessione capace di corrispondere ad un
antidoto catalizzatore del ricongiungimento del gap tra economia globale
e cultura locale; per tale ragione fondammo EGO-CREANET nel 1997 a Firenze
, ritenendo che nel processo dinamico di nuova IDENTIFICAZIONE culturale
si dovesse trovare il modo di riproporre la personalita' creativa dell'
Uomo e delle sue radici Economiche e Sociali piu' avanzate , ponendole
al centro del processo evolutivo di ri-Indentificazione “Digitale” , generato
dalla rete globale di comunicazione interattiva , al fine di garantire
le condizioni scientifico –tecnologiche innovative necessarie alla formazione
piu avanzata dell’ EGO, in modo che ciascun individuo potesse divenire
attore consapevole della necessita di creare "NETWORK DI CONOSCENZE CONDIVISE
" (CREANET) per dare un contributo fattivo alla trasformazione socio-economica,
che indubitabilmente e' associata alla nuova relazione di comunicazione
tra individualita' dell' EGO e l’ UNIVERSALISMO del W.W.W. nell’ era “Digitale”.
Pensammo subito che il fulcro del cambiamento epocale sarebbe stato poggiato
sul la ri-identificazione personale e sociale , e percio’ stesso tale
processo evolutivo , avrebbe generato problemi di non poco conto , sia
dal lato individuale, implicando la riorganizzazione delle attivita' cerebrali
, che sul piano del rinnovamento dell’ apprendimento di attivita mentali,
in ambito collettivo, sociale economico e politico, ponendo nel complesso
difficolta’ e resistenze di ordine psicologico e sociologico , che si
sarebbero, in una prima fase del cambiamento, riversate in una nuova conflittualita'
sociale ed economica, determinata da tutte le condizioni culturali e tecnologiche
tendenti a produrre una nuova emarginazione digitale (DIGITAL DIVIDE)
, la quali sarebbe divenute tanto maggiore, quanto piu’ il cambiamento
verra’ percepito in modo cosciente e profondo cosi da contribuire a valorizzare
tutte quelle possibilita’ di sviluppo positivamente indotte dalle nuove
potenzialita’ economiche e sociali offerte delle nuove modalita di interscambio
culturale e commerciale proposte dalla utilizzazione delle tecnologie
di comunicazione interattiva.
Pertanto scrivemmo che: "The MISSSION di EGO-CREANET will be to create
a new developmental understanding between individualism and universalism
in WWW".
Ho rammentato quanto sopra, per capire come sia ancora decisamente importante
modificare le cognizioni antiquate, sia nelle scuola che nelle attivita
di disseminazione interattiva di conoscenze, proprio al fine di evitare
insofferenza e insoddisfazione dei giovani per una scuola ormai antiquata
nei metodi nei contenuti, nonche’ nella organizzazione e nelle finalita
educative , che infatti nella maggior parte dei casi, si rivelano incapaci
di cogliere il cambiamento e trovarne le opportune soluzioni creative.
In prima istanza per poter affrontare al meglio le problematiche relative
alla riorganizzazione individuale delle attivita' cerebrali, ritenemmo
importante attivare una disseminazione delle conoscenze Neurologiche a
scopo "terapeutico" , finalizzato cioe' ad un elevamento della coscienza
individuale e sociale delle relazioni dinamiche sussistenti tra tra “CERVELLO
, INFORMAZIONE ed APPRENDIMENTO”. Tale proposta dette inizio fin dal 1977
alle attivita del Gruppo di discussione CIeA. (3), mediante il quale si
persegue ancora un ampio confonto interattivo sulla necessita di acquisizione
di concetti relativi allo sviluppo cerebrale e delle sue capacita di adattamento
creativo, nella convinzione che piu' avanzate conoscenze dello sviluppo
neurologico moderno, possano essere utili anche per capire le ragioni
che ci permetteranno ad es. di escludere ogni concetto tradizionale ,
oggi fuorviante di "Identita' “, personale o sociale , proprio in quanto
ci troviamo nel bel mezzo ad un sistema di profondo ed irreversibile cambiamento,
nel quale ogni riferimento a concettualita' statiche, diviene storicamente
deleterio nei confronti della dinamica di crescita e maturazione personale,
ed in vero anche dello sviluppo sociale ed economico.
In primo luogo dobbiamo constatare che, dalla ‘dinamica interna ai processi
cerebrali ’ non si rileva alcuna costanza , ma le abilita' di pensiero
e di memorizzazione a lungo termine, tendono sia nella percezione che
nel ragionamento ad attuare processi di stabilizzazione. Nell' ambito
di tali processi cerebrali viene infatti sostituita gradualmente la elaborazione
dinamica del flusso di informazioni da processi di trasformazione simbolica,
che si trasformano in procedimenti di idealizzazione e di ripetitivita’
mnemonica.
Pertanto specie nel caso che la velocita' di cambiamento sia rapida ,
si vanno a percepire come dominanti i processi mentali ascendenti dalla
riattivazione mnemonica del campo simbolico delle forme di codice, cosi'
che le attivita' mentali superiori di ordine razionale, si dissociano
sempre piu' dalla reale percezione e significazione della dinamica esterna
del cambiamento a causa della costanza delle sue forme di lettura mnemonica,
adombrate da riferrimenti ideali ed ideologici astratti ed ormai obsoleti
nei riguardi della comprensione della rapida trasformazione epocale contemporanea.
Di conseguenza sia a livello personale che sociale risulta estremamente
facile ottenere una distorsione della lettura cognitiva delle trasformazioni
mediante il ricorso ad ideali e forme di "Identita" tradizionalmente intese
, che rendono difficile interpretare la rinnovata ed accellerata dinamica
del cambiamento sostanziale della societa della “Economia della Conoscenza”,
che in realta’ liberata da fantasmi cognitivi e culturali ormai antiquati,
potrebbe determinare condizioni di sviluppo piu’ giuste ed umane estese
a livello mondiale.
Ivan Petrovich Pavlov il grande psicologo Russo (1849-1936), comprese
come agisce cerebralmente il riflesso condizionante tra attivita simbolica
ed emotivita’, deprivando l’ area talamica dalle relazioni interattive
con l’ area associativa degli emisferi superiori, la’ dove viene elaborata
ogni riflessione razionale. Infatti I.P.Pablov dimostro’ come l’ immaginario
simbolico, mantenuto come riferimento costante, vada ad agire sulla possibilita’
di scissione delle emozioni dal controllo della ragione. I.P. Pablov verifico’
le sue ipotesi scientifiche su cani, tenendo in ogni caso presente il
riferimento ai condizionamementi attuati sull’ uomo, nell’ addestramento
militare nella Accademia di S.Pietroburgo; rammento a tal proposito cio’
che egli scrive a riguardo, come la scelta del cane, come animale di studio,
fosse dovuta alla possibilita di fare comparazione animale/uomo; infatti
egli dice : , “…. dog, man's companion and friend since prehistoric times,
in its various roles as hunter, sentinel, etc.” . (4)
Estendendo pertanto la concezione del riflesso condizionato cosi ben sfruttata
in questa societa’ dai mass media, possiamo evidenziare il problema relativo
alla “IDENTITA’ “ , tramite un semplice e comprensibile esempio attuale
, correlato ad una problematica odierna di “Salute Mentale “ ; sappiamo
infatti che moltissime persone "Tifano" per una squadra di calcio, simbolizzata
dalla ideantita' di una bandiera o di una maglietta di vario colore vestita
dai giocatori, quando in realta' non ci si accorge che il gioco del calcio,
dall' essere identificabile come uno “Sport” e' divenuto oggigiorno soltanto
un costoso “Spettacolo”, retto da un balordo ed ingiusto sistema economico,
privo cioe’ di alcuna produttivita' civile o sociale che possa essere
ragionevolmente considerata tale.
In vero la cronicita’ del malessere sociale associato al “TIFO” calcistico,
deriva dal fatto che , non ci si accorge che si e' persa ogni identita'
dello “SPORT” , proprio in quanto razionalmente "non" si percepicono le
ragioni della perdita di ogni VALORE sportivo , che in realta' hanno condotto
lo “SPORT a TIFO” ad essere sostituito da un processo dinamico identificazione
simbolica, che ha vanificato ogni originale identita' sportiva; in tal
caso le emozioni generate dallo spettacolo calcistico, sono state evidentemente
scisse, (principalmente a causa del riflesso condizionante prodotto dalla
comunicazione unidirezionale dei “mass media”) , da ogni positivo criterio
di ragionevolezza economica e sociale nonche’ politica.
Piu' in generale , pur cogliendo gli elementi di distinzione, in molteplici
altri casi, potremo evidenziare i fenomeni di distorsione cognitiva e
di mistificazione che fanno seguito alla incapacita di leggere il sistema
di cambiamento della identita' , nella suo divenire storico.
Putroppo e’ evidente che in manzanza di un aggiornato controllo cognitivo
adeguatamente razionale, ogni sistema in divenire preso in considerazione
ha la maggior probabilita di cadere in una fase devolutiva e degradante,
anziche' essere ricondotto ad uno sviluppo evolutivo delle identita' che
habbia una ragionevole corrispondenza con i valori originari e positivi
che hanno valorizzato a suo tempo la vecchia concezione di Identita’.
Quanto sopra detto, pertanto pur nelle debite proporzioni, non vale quindi
solo per il calcio, ma anche per la SCUOLA e le sue relazioni con la Cultura
con la Scienza e principalmente con il Lavoro .... ecc. ecc.. e quant'altro;
….. quindi se non faremo attenzione e rimuovere ogni concetto ideologico
di IDENTITA’ STATICA ' , e’ molto probabile che non ci accorgeremo che
esso rappresenta un nodo problematico che rischia di divenire un blocco
forviante ogni qual volta si voglia interpretare e dare soluzione ai problemi
della dinamiche di sviluppo contemporanee (5)
Per superare le barriere cognitive della mente, che conducono alla incapacita'
di risoluzione dei problemi attualmente ancora non risolti, il nodo problematico
decisivo, di cui abbiamo fin qui’ accennato, va quindi individuato ed
eplicitato in termi di progetto educativo, per facilitare una rinnovata
intrepretazione del passaggio dal "Concetto di IDENTITA' versus la Concettualita
di “IDENTIFICAZIONE dei VALORI PERMANENTI IN CONDIZIONI DI CAMBIAMENTO",
anche al fine di evitare le evidenti sindromi psico-patologiche che sia
a livello individuale che sociale inficiano le nostre possibilita creative
di maturazione e di sviluppo.
Il processo “IDENTIFICAZIONE” che abbiamo indicato con il termine “DIGITAL
IDENTITY” corrisponde oggigiorno ad una reale e necessaria maturazione
creativa e cosciente nei riguardi degli sviluppi delle Identificazioni
personali e sociali , ….. … cosi che come un fiume che scende al mare
non ricava la sua identificazione dall’ acqua che scorre localmente ,
ma dal beneficio che porta nell' intero eco-sistema con il " ciclo dell'
acqua" che nella sua dinamica permette l' evoluzione della vita nel nostro
pianeta. Questa prassi cognitiva innovativa che pone il valore della “INDENTIFICAZIONE
’ entro il processo di Cambiamento e Maturazione sia dell’ Individuo e
della Societa’ e’ quindi l’elemento ‘non economico’ della trasformazione
sostanziale della costruzione della catena del valore nello scenario di
sviluppo della futura societa’ delle economia della conoscenza. ( 6)
A conclusione di questa breve e concisa riflessione , sottolineo l’ importanza
di riflettere adeguatamente su come, il mutare rapido della realtà economica
e del lavoro sociale contemporaneo, che trova corrispondenza nella evoluzione
delle tecnologie di comunicazione interattiva, non può non corrispondere
ad una profonda modificazione dei processi di identificazione culturale
, in modo che la una nuova mentalita’ diffusa, sulle rinnovate relazioni
tra cio che ha valore di IDENTIFICAZONE INTEGRATA tra individuale ed universale,
possa permettere l’ effettuare una rilettura interpretativa per il superamento
dei nodi problematici fondanti il paradigma cognitivo che e’ stato proprio
della societa’ industriale che e’ in via della piu’ completa estinzione.
Paolo Manzelli LRE@unifi.it
BIBLIO LINK
(1) – Extendede
Enterprises : http://www.edscuola.com/archivio/lre/extend.htm
(2) - NET-
Learning : http://www.edscuola.com/archivio/lre/netlearning.html
(3) - Business Labour University for
Electronic Society : http://www.see.it/blues/
(4) - Gruppo CIeA :
http://www.bdp.it/rete/im/index.htm
(5) - I.P.Pablov:
http://www.iemrams.spb.ru:8101/english/pavlov.htm
http://www.marxists.org/reference/subject/philosophy/works/ru/pavlov.htm
(6) - Angoscia
collettiva : http://www.edscuola.com/archivio/lre/angoscia.html
(7) - Dalla
Catena alla Ragnatela del Valore: http://www.edscuola.it/archivio/lre/catena.html
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