Notizie correlate







EDITORIALE > Articoli
08/07/2002 - IL VOTO ELETTRONICO: una soluzione per la democrazia

di Manual M. Buccarella
Curatore della rubrica "Commercio Elettronico e Trading Online" della community giuridica virtuale "Netjus" (www.netjus.org), socio ordinario "Aigi" (Associazione Italiana Giuristi d'Impresa), giornalista pubblicista, Federazione dei Verdi - Lecce




1. Premesse: la democrazia digitale

L'elettronica e, in particolare, le reti telematiche, sono uno strumento di diffusione di informazioni, di sperimentazione di forme di vendita di beni e servizi (commercio elettronico e servizi bancari e finanziari online, consulenze a distanza etc.), ma anche di diffusione e sedimentazione di democrazia.
Per quanto concerne la democrazia, il riferimento è alla c.d. e-democracy, la democrazia elettronica.
Quando si parla di democrazia elettronica e del nuovo spazio di comunicazione offerto dalle reti telematiche, si fa riferimento soprattutto a quegli aspetti che tendono a identificare democrazia computerizzata e democrazia diretta: l'accesso alle informazioni politicamente rilevanti (archivi ipertestuali online), l'offerta di luoghi di discussione pluralista (conferenze elettroniche, newsgroups), la possibilità per tutti di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali (voto elettronico, sondaggi permanenti).

2. Il voto elettronico

Il progetto di sperimentazione del voto elettronico si inserisce in uno scenario di riferimento tecnico e legislativo in continua evoluzione. Le recenti normative circa il documento elettronico, le regole per l'archiviazione ottica, il protocollo informatico, la firma digitale e la carta d'identità elettronica aprono uno scenario evolutivo per la Pubblica Amministrazione di enorme portata. Si offre l'occasione di poter finalmente rendere efficace ed efficiente l'azione amministrativa attraverso l'uso spinto delle nuove tecnologie dell'Information Technology. In questo contesto, nel quale l'interconnessione offerta da Internet e dalle reti della Pubblica Amministrazione permette finalmente la possibilità di avere servizi online e di scambiare informazioni e documenti in tempo reale, si avverte la necessità di ridurre sempre di più gli spostamenti del cittadino verso la PA e soprattutto di ridurre i documenti cartacei normalmente utilizzati. La sperimentazione del voto elettronico si inserisce in questo contesto con l'obiettivo di provare a verificare se l'uso della tessera elettorale elettronica porti dei vantaggi economici e funzionali rispetto al sistema cartaceo.

2.1. Due tipi di voto digitale

Quando si parla delle nuove frontiere della democrazia elettronica si tende a confondere due diversi livelli, complementari ma distinti: il voto digitale semplice, vale a dire quello espresso tramite un computer, che può però essere installato in un seggio tradizionale; il voto on line vero e proprio, che si esprime a distanza, usando la Rete, a prescindere dal luogo da cui ci si collega. Entrambi sono possibili. Diversi esperimenti, in Italia e all'estero, hanno già avuto successo. Entrambi richiedono forme di identificazione digitali e pongono analoghi problemi di sicurezza. In futuro, verosimilmente, i due sistemi si integreranno per assecondare le diverse esigenze degli elettori. Chi vuole voterà dal salotto di casa o dal bar di una spiaggia esotica, mentre chi non ha il collegamento ad Internet andrà ancora alle urne, ma troverà un computer all'interno delle cabine dei seggi.

2.2 I vantaggi: meno costi, più rapidità

Il voto elettronico conviene perché è più economico, abbatte i costi della macchina elettorale. Una prima riduzione dei costi è infatti stimata in circa 50 milioni di euro per ogni elezione. Una volta digitalizzata la propria preferenza, ci vogliono pochi minuti per fare le somme e ottenere i risultati. Il che fa risparmiare alle casse statali tempo e risorse umane. Con il voto elettronico non ci sarà più bisogno di quell'esercito di scrutatori normalmente mobilitati, e pagati, per ogni tornata elettorale. Le elezioni via Internet comporterebbero anche una riduzione del numero di seggi approntati, con la virtualizzazione dei seggi, delocalizzati. L'affluenza alle urne, soprattutto tra i giovanissimi, dovrebbe crescere.
I vantaggi vengono anche dalla certezza dei risultati, che nessun conteggio manuale potrà mai assicurare. Non altrettanto avviene con lo scrutinio a mano. Il voto on line ha poi un'utilità diretta per chi vive lontano dai seggi, come gli italiani all'estero, a cui di recente il Parlamento ha accordato il diritto di voto. Invece che votare per posta potrebbero farlo sul computer di ambasciate e consolati, oppure direttamente sul proprio, previa autenticazione digitale.
Per permettere le elezioni on line, in Italia, come all'estero, va cambiata la legge. Nei due rami del Parlamento giace una proposta di legge del maggio 1998 sull'introduzione del voto elettronico. Ma prima di modificare il sistema occorre che sia operativa a livello nazionale la nuova carta d'identità elettronica. In questa prospettiva si inserisce la recente introduzione, voluta dal Governo,della card elettorale

2.3. Gli svantaggi: i rischi informatici

In nessun Paese del mondo il voto elettronico e via Internet è ancora stato codificato sul piano normativo. Ciò dipende soprattutto dai rischi informatici che l'introduzione della novità comporta. Usando il computer, e creando dunque un file con la propria preferenza, non viene messa a repentaglio la segretezza del voto sancita dalla Costituzione? E' possibile intervenire sulle schede, cambiandole senza lasciare tracce di brogli elettronici? Gli esperti su questi temi si dividono, così come sulla disparità sociologica che l'e-vote potrebbe introdurre. Non tutti possiedono e sanno usare un Pc. E' un dato di fatto: il voto elettronico può forse riavvicinare i giovani alla politica, ma rischia di creare ovunque una nuova barriera sociale, che in America hanno già definito "digital divide".

3. Esperienze di voto

Il voto elettronico a distanza tramite rete Internet fu sperimentato per la prima volta nel mondo in Arizona nel marzo 2000, per l'elezione del rappresentante dei democratici alla Presidenza degli Stati Uniti d'America. Gli elettori, alternativamente alla possibilità di votare con il metodo tradizionale, poterono validamente esprimere il proprio voto con una carta elettronica comprendente tutti i dati dell'elettore, recandosi in uno dei 90 chioschi telematici allestiti in tutta l'Arizona, ovvero a distanza dal proprio personal computer.
Dopo l'Arizona il voto elettronico è stato sperimentato in alcune elezioni municipali francesi, alle elezioni municipali in Gran Bretagna, ed in Italia a San Benedetto del Tronto, Avellino e da ultimo a Campobasso, alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio.
A San Benedetto, Avellino e Campobasso l'elezione si è tenuta in un seggio elettorale dotato di strumentazione elettronica, ove nella cabina elettorale elettronica gli elettori, muniti di tessera elettorale elettronica, hanno espresso il proprio voto in maniera celere e senza inconvenienti di sorta. A Campobasso, in particolare, alle recenti elezioni amministrative di maggio 2002, si è sperimentato il voto elettronico nella sezione 41, con carta d'identità elettronica al posto della tradizionale scheda, così come già sperimentato a San Benedetto del Tronto ed anche ad Avellino nel 2001. Sono bastati 4 minuti per la trasmissione dei dati definitivi dalla sezione elettorale al Ministero dell'Interno. Un dato da sottolineare riguarda l'85 per cento di coloro che hanno scelto di usare anche il nuovo mezzo e che ha giudicato l'esperienza del voto elettronico positiva o molto positiva; il 59 per cento auspica che il voto elettronico diventi normalità



articolo di Manuel Buccarella
http://www.portalino.it/cgi-bin/news.pl