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La sentenza della Corte Costituzionale 29/2002 sui mutui
usurari
(A.Oliverio - 28/08/2002)
2.3 (segue) IL DECRETO SALVA-BANCHE QUALE NORMA DI
INTERPRETAZIONE AUTENTICA
L'interpretazione autentica è quel tipo di attività ermeneutica
posta in essere dallo stesso legislatore il quale chiarisce
una volta per tutte il senso da dare alla norma oggetto di interpretazione.
Sia la dottrina sia la giurisprudenza affermano che per poter
esservi interpretazione autentica, la norma deve avere un tenore
letterale incerto e dar luogo ad interpretazioni contrastanti.
La Corte Costituzionale sul punto ha affermato che il legislatore
può sempre riformare la disciplina vigente, modificando la legge
anteriore; non può però, dirsi che faccia ugualmente buon uso
della sua potestà, il legislatore che si sostituisca al potere
cui è riservato il compito istituzionale di interpretare la
legge, dichiarandone mediante altra legge l'autentico significato
con valore obbligatorio per tutti e, quindi, vincolante anche
per il giudice, quando non ricorrano quei casi in cui la legge
riveli gravi ed insuperabili anfibologie o abbia dato luogo
a contrastanti applicazioni, specie in sede giurisprudenziale
(sentenza n. 187/81).
Fra le censure mosse al decreto 394/2000 vi è proprio quello
di porsi non tanto come norma di interpretazione autentica ma
piuttosto di vera e propria disposizione innovativa perché l'interpretazione
della legge 108/96 era pacificamente accolta in giurisprudenza
mentre ora con l'escludere la rilevanza penale della ricezione
degli interessi divenuti usurari, per il superamento del tasso
soglia successivamente alla pattuizione, avrebbe in realtà abrogato
quanto previsto dalla suddetta legge.
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