BANCALEX - Usura ed anatocismo
IL REATO DI USURA DOPO LA LEGGE 24-2001
PRIMA DELLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE
2. Le sentenze della Corte di Cassazione
Una pressoché unanime giurisprudenza della Suprema Corte (sentenze
1126-2000, 5286-2000 e 14899-2000) ha esteso
l'applicabilità della normativa anti-usura anche ai contratti pendenti
stipulati prima dell'entrata in vigore della legge n. 108/96 (ed
ancora in corso), ma il cui tasso di interesse, pattuito in origine
come lecito, sia successivamente divenuto superiore al tasso soglia.
Pur nel principio generale dell'irretroattività della legge nel
tempo - art. 11 disposizioni sulla legge in generale - la quale
non dispone che per l'avvenire, la Cassazione ha ritenuto applicabile
le norme di cui alla L.108/96 anche a quei rapporti bancari pregressi,
i cui effetti non siano ancora esauriti, configurando, quindi, una
forma di usurarietà sopravvenuta.
A giustificazione delle proprie decisioni, la Suprema Corte ha osservato
che l'obbligazione di interessi non si esaurisce in una sola prestazione,
bensì in una serie di prestazioni successive nel tempo. Pertanto
il momento consumativo dell'illecito, sia civile sia penale,
va individuato in quello della riscossione degli interessi e non
quello della stipula del contratto, come si evince anche dall'art.
644 ter c.p. in base al quale la prescrizione del reato di usura
decorre dal giorno dell'ultima riscossione sia degli interessi che
del capitale.
Dall'applicazione alla fattispecie de qua della legge 108/96,
consegue anche l'applicazione del secondo comma dell'art. 1815 c.c.
- introdotto dall'art. 4 della legge 108/96 - il quale dispone in
materia di mutui che "se sono convenuti interessi usurari, la clausola
è nulla e non sono dovuti interessi", dando così origine al c.d.
mutuo gratuito.
Per scongiurare, pertanto, l'evidente pericolo della applicazione
dell'art. 1815 comma 2, c.c. nonché delle innumerevoli ripetizioni
alle banche di quanto versato in eccedenza dai mutuatari, ed il
conseguente rischio di "collasso" del sistema creditizio italiano,
il Governo ha emanato il decreto legge 394-2000 convertito con la
legge 24-2001 intervenendo sia sulla rinegoziazione dei mutui già
contratti con istituti bancari, mediante l'introduzione di un tasso
di sostituzione, sia sull'esatta interpretazione da dare al concetto
di interesse usurario.
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